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domenica 20 luglio 2014

La crisi non è finita


Molti dicono di pensare positivo, altri dicono che si deve esser positivi perché la crisi è finita, mentre altri lavoratori sono stati licenziati ed altri ancora stanno per perdere il posto di lavoro.

Le statistiche riportate parlano chiaro:
in dieci anni si sono persi  2,3 milioni di posti di lavoro tra i ragazzi di 18-34 anni. La scomparsa del lavoro è costata al nostro Paese più di 152 miliardi di euro ( leggi l' articolo completo da Ansa.it ) .


Torino: rischio licenziamento alla De Tomaso, 900 lavoratori a casa ( leggi l' articolo )
Non sembra attenuarsi  il timore dei licenziamenti alla De Tomaso di Torino: nelle scorse ore i lavoratori sono scesi in piazza per manifestare davanti alla Prefettura del capoluogo piemontese le loro preoccupazioni.
Quello che i lavoratori chiedono è un pronto intervento del ministero dello Sviluppo Economico affinchè convochi e proroghi la cassa integrazione straordinaria che scade il 4 settembre.
Sono interessate 956 famiglie ( 828 in Piemonte e 128 in Toscana ), dunque ci sono anche ricadute sociali.

Risorse per Roma, licenziamenti e stop guardania ai villaggi Rom ( leggi l' articolo )
78 persone, uomini, con pregressa esperienza come guardia giurata che per 30 anni hanno lavorato al servizio della Capitale e dell’Associazione combattenti e reduci, hanno ricevuto lettera di licenziamento, a far data 30 giugno, dal loro datore di lavoro, appunto Risorse per Roma. Anomalie in questa storia ce ne sono tante ma non è assicurato riuscire a dimostrarle. Per esempio, perché un servizio viene dichiarato inutile ed eliminato nel giro di pochi giorni?



Microsoft annuncia licenziamento di massa ( leggi l' articolo )
Stando alle ultime indiscrezioni e confermate attraverso un comunicato ufficiale, Microsoft (una delle più grosse aziende in circolazione) nei prossimi mesi farà un taglio netto dei suoi dipendenti, si attesta sulle 18.000 licenziamenti.
E’ vero, siamo in un periodo di crisi, ma a quanto pare questa decisione è stata presa per altri motivi: infatti 12.000 dipendenti verranno licenziati, essi fanno parte della divisione che si occupa di Nokia X (per i non esperti è quella divisione che si occupa della ricerca e dello sviluppo di Android nei terminali Nokia).

“Nessun licenziamento a Gela, non andremo via”. L’ad di Eni chiarisce le intenzioni dell’azienda.Ma i lavoratori non si fidano ( leggi l' articolo )
Non abbiamo intenzione di andarcene da Gela né vogliamo toccare l’occupazione. Abbiamo intenzione di investire 2,1 miliardi in diversi progetti, tra i quali la trasformazione in raffineria verde per riconvertire il personale”. L’Ad di Eni Claudio Descalzi, in missione in Mozambico insieme al premier Matteo Renzi chiarisce così le intenzione del Cane a Sei Zampe.Ma i lavoratori non si fidano.
Ormai, per l’Italia, il Sud conta meno del terzo mondo, infatti l’Eni a Gela vuole chiudere la raffineria mentre va ad investire 50 miliardi in Mozambico”.
Lo dicono i dipendenti che da due settimane presidiano le vie di accesso allo stabilimento. Nei loro animi cresce la rabbia e monta la polemica, anche a seguito delle dichiarazioni rese ai quotidiani e alle agenzie prima da Salvatore Sardo e poi dall’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, i quali hanno garantito che “a Gela non chiudiamo e non licenziamo nessuno”.

5 commenti:

  1. Forse chi dice che dobbiamo essere ottimisti per il futuro, che la crisi è passata, che non c'è più.... dovrebbe svegliarsi! Sta sognando alla grande!!!
    Io so che dalle mie parti, nell'astigiano, le imprese che hanno chiuso sono state tantissime... purtroppo non trovo più l'articolo ma se lo trovo ti posto il link.
    So che i furti nei supermercati aumentano giorno per giorno e non parlo di chi ruba profumi o rossetti ma di persone che prendono prosciutto e latte e non hanno i soldi per pagare.
    Vedo che i super sono quasi vuoti. Non c'è più la ressa di prima. Tanta gente al mercato di frutta e verdura ma con le borse che noonn sono più piene come prima.

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    1. La crisi non è mai finita.
      Le banche hanno chiuso i rubinetti in favore dei cittadini ed anche delle piccole e medie aziende. La liquidità non c'è. Soldi nelle tasche del popolo non c'è che quindi spende meno, mangia di meno, e muore di più.
      Chi ha denaro, se lo tiene stretto. I ricchi diventano ancora più tirchi di quanto lo erano prima. Ognuno diviene ancor più egoista, e chi non ha nulla o sta perdendo qualcosa, si ritrova come al solito a cavarsela da solo.

      Ecco perché ormai il mondo è rovinato,... è solo da buttare.
      Sul Pianeta Terra non serve fare neanche la "differenziata del genere umano".

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  2. Già! Certo che per i papaveri pieni di soldi la crisi fa ridere... sono quelli che hanno uno stipendio da dipendente, una pensione, oppure quelli che lavorano in proprio e se fatturano non sanno quando prenderanno i soldi che la sentono...

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    Risposte
    1. Ciò che sto vedendo io ogni giorno è la conferma di un vecchio proverbio popolare
      "Chi c' ha la panza piena non pensa a chi c' ha la panza vuota"

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    2. Eggià!!!!!! Proprio così!

      Saggezza popolare vecchia ma sempre attuale!

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