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giovedì 29 maggio 2014

News fuorvianti: la mia mail scritta alla Coldiretti. Attaccare le piccole aziende per favorire le "grandi marche"

di Lapenna Daniele

Circa un mese fa sono incappato in una news in rete che mi ha lasciato basito. L' articolo in questione, pubblicato da Rainews ma ripreso da altri media nazionali, definiva i prodotti dei Discount come alimenti "scadenti e pericolosi" sostenendo che spesso, dietro di questi, si nascondono "ricette modificate" e che vengono prodotti con "metodi di produzione alternativi" ( tipo? producono le mozzarelle usando il latte di mamma BigFoot? ).

Non c'è niente di grave? Non sono d' accordo, anzi, forse sono le aziende che propongo i loro prodotti ai Discount a non esserne d' accordo. Direte "ma farti i fatti tuoi no, eh?". Beh, io sono per la sincerità.
Molti consumatori hanno la sbagliata opinione che i prodotti low-cost siano cibi scadenti, o, come mi scrisse un utente su Facebook, cibo da caritas ( qui puoi leggere la divertentissima conversazione ).
Molti non sanno né che molte grandi aziende di marca producono prodotti per i discount ( qui l' articolo ) né che molti dei prodotti a basso costo provengono da piccole aziende italiane sparse nel territorio.
Con l' articolo che scrissi sugli 80, anzi, sui 70,82 euro ( eccolo qui ), ho dimostrato che si può risparmiare comprando prodotti decenti. Ho fatto un casino in web, ma purtroppo pochi hanno capito il senso del mio post, ma spero che molti lo capiranno. Seppur non oggi.
Io li compro, e non sono morto ( se morirò, ricordatemi come un eroe! ).

Ecco la mail che ho inviato alla Coldiretti.



“ Gent.ma Coldiretti,

vi scrivo in merito a degli articoli che sono usciti in questi giorni relativi al consumo da parte delle famiglie italiane di prodotti comprati ai Discount.

I suddetti articoli riportano cifre descritte da Coldiretti - citando anche delle vostre affermazioni - che risultano discriminanti. Una di queste ha suscitato in me dei dubbi e non so se sono parole riconducibili veramente a Coldiretti oppure no.
Riporto di seguito la parte in questione ( i link diretti agli articoli sono a fine mail )

"sono aumentati i prodotti low cost a basso prezzo in vendita nei discount (...)
Dietro questi prodotti - precisa la Coldiretti, che ha condotto l'analisi sui dati Ismea degli ultimi 11 mesi - spesso si nascondono ricette modificate, l'uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi. Il risultato è che nel 2013 sono aumentati del 14 % gli allarmi alimentari in Italia con ben 534 notifiche sulla sicurezza di cibi e bevande potenzialmente dannosi per la salute, sulla base del sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF), rispetto al 2007 in cui è iniziata la crisi. "
Link diretto alla notizia su Rainews.it

Volevo chiedere innanzitutto se queste opinioni sono state esposte veramente da Coldiretti oppure no, e poi se ci sono delle prove per sostenere che tali "prodotti low-cost" siano composti da "ingredienti scadenti" e/o "metodi di produzione alternativi" ( di che genere poi? ) oppure le accuse sono infondate e si tratta solo di una discriminazione atta solo a favorire il commercio di prodotti di aziende cosiddette "di marca" incutendo un' ingiustificata paura ai consumatori.

Io stesso acquisto prodotti ai Discount ( la crisi ha colpito tutti ) e sottolineo - ma penso che Voi lo sappiate - come la maggior parte delle aziende che producono questi prodotti siano invece "di marca". Ci sono anche prodotti di importanti aziende locali venduti con incarto "generico". Non si tratta di sottoprodotti, ma di alimenti che risultano privati di certi ingredienti dacché inseriti nella commercializzazione di prodotti low-cost: debbono apparire come "meno buoni" di quelli di marca per far sì che la stessa grande azienda non si autodanneggi permettendo un aumento di vendita dei suoi "prodotti high-cost mascherati come low-cost" rispetto a quelli che giungono ai supermercati con il loro marchio originale.

"Low-cost", dunque, non è sinonimo di "alimento cattvo e pericoloso". Se si punta il dito sugli ingredienti, anche i "prodotti di marca" contengono sostanze non proprio genuine come addensanti, emulsionanti ( come la carragenina ), conservanti, olii vegetali di bassissima qualità ( tra l' altro quasi mai specificato il tipo di vegetale usato ) utilizzati nella produzione di patatine, pesci o cibo panato ( come le cotolette ). Seza parlare di bevande famose come la Coca Cola che di certo sono identiche ( parlando di inesistente genuinità ) alle "Coca Cola low-cost".

Capite dunque che un' affermazione del genere, oltre a creare panico e disinformazione ai consumatori, crea anche danno alle piccole aziende che usano i marchi dei Discount per proporre i propri prodotti cercando di "farsi un nome" e quindi farsi conoscere al pubblico. Molte piccole attività italiane producono per Eurospin, HarDis, Ldl, per cercare di raggiungere più facilmente il consumatore. Molti di essi potrebbero venir danneggiati da queste opinioni fuorivianti o almeno non dettagliate.
La persistenza della crisi non riporterà facilmente i consumatori all' acquisto di prodotti di grandi marche perché, per fortuna, è possibile acquistare un prodotto genuino - o ugualmente dannoso - scegliendo tra le marche sconosciute. Ed oggi gli italiani leggono prima il prezzo, e poi la marca.

I link agli articoli in oggetto

Detto questo, ringraziandovi per la vostra attenzione e per il vostro lavoro col quale cercate in tutta Italia di valorizzare i prodotti locali ed aspettando un vs. riscontro, vi porgo



Cordiali Saluti


Lapenna Daniele

4 commenti:

  1. Un esempio sul quale non si può dire che si nascondono "ricette modificate" e che vengono prodotte con "metodi di produzione alternativi": ciliege.
    Comprate, giovedì scorso, da Lombardini Discount, in offerta, provenienza Italia, prezzo x confezione da ½ kg, 1,99 €.
    Viste, venerdì scorso, da Coop Lombardia, in offerta, provenienza Italia, prezzo x confezione da ½ kg, 2,79 €.
    Differenza: 40% in più.
    Dopo averle mangiate, ti assicuro che erano buonissime.
    E così su tutta la frutta e/o verdura, certo le dimensioni e la "bellezza" di quelli del discount sono inferiori, ma che mennefrega?, ne mangio due anziché uno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spesso, sono esattamente lo stesso prodotto.
      Ecco, non è assurdo pagarle il 40% in più se proviene dalla stessa
      identica azienda ( da verificare )?

      Mi chiedo infatti quali siano questi "metodi di produzione alternativi" e
      perché siano dannosi.

      Elimina
  2. Daniele il giustiziere dei Discount :-D

    Hai fatto dei post interessanti, dato che ho seguito tutta la vicenda, e penso sia davvero utile non mandare in giro notizie stupide e sbagliate.
    Non comprendo come si possa dire che i cibi al discount siano da Caritas. Se li facessi assaggiare al tipo in questione dicendogli son prodotti di chissà qualche marca prestigiosa, ti dirà che sono favolosi.

    Sono curiosa di apprendere la loro risposta eventuale.

    E soprattutto di sapere dov'è che posso trovare il latte di Big Foot?xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. *indossa il mantello di Superman

      Grazie del complimento. E' che non mi faccio mai gli affaracci miei XD

      Braaaava! Ecco una prova da fare: assaggio prodotto
      senza conoscere la marca!
      Una volta al discount trovai dei taralli a basso prezzo ( mi riferisco ovviamente al kg e non a confezione ) e li comprai. A casa li mangio: buonissimi. Leggo l' azienda e cerco in web: era ( ed è ) una piccola piccola azienda che produce pane e prodotti da forno del mio paese di origine in Puglia. Un' azienda che non ho mai sentito.

      Ecco. Se il titolare di questa attività leggesse l' articolo di RaiNews, non si incazzerebbe di brutto?

      P.S.:
      latte di BigFoot? In fondo a destra. Reparto prodotti da frigo! XD

      Elimina

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