giovedì 27 febbraio 2014

Senato: tra il silenzio dei media, passa al Senato il "SI" per proseguire le missioni militari estere.Spesa complessiva: 79 milioni di euro


Mentre i grillini combattono e fanno votare per l' espulsione di alcuni  militanti del partito, lLeggiamo, dal sito web del Senato della Repubblica Italiana, cosa è accaduto oggi, all' ombra dei media nazionali....

Proroga missioni internazionali: il sì dell'Aula
Il testo passa ora alla Camera
L'Assemblea di Palazzo Madama, nella seduta di giovedì 27 febbraio, con 176 voti favorevoli e 59 contrari, ha approvato il provvedimento di conversione in legge del decreto-legge di proroga di missioni internazionali (ddl n. 1248). Il testo adesso passa alla Camera.
Il provvedimento - secondo quanto ha riferito il relatore, sen. Casini - conferma l'impostazione multilateralista dell'Italia. La seconda parte del decreto riguarda le misure di cooperazione allo sviluppo e di sostegno ai processi di ricostruzione e di pace, la cui spesa complessiva ammonta a poco più di
79 milioni di euro.

Con riferimento all'Afghanistan, i finanziamenti sono volti a dare seguito agli impegni assunti dall'Italia per il rafforzamento dello stato di diritto, le infrastrutture, lo sviluppo rurale.
L'intervento in Iraq si concentra invece in azioni di supporto alle autorità locali per la valorizzazione del patrimonio culturale e nei settori agricolo, sanitario, finanziario e fiscale. In Siria le attività di cooperazione saranno indirizzate a sostenere le popolazioni in fuga dal conflitto e coinvolgeranno inevitabilmente anche i Paesi limitrofi.
Relativamente alle misure di sostegno ai processi di ricostruzione e di pace, l'articolo 9 autorizza una spesa complessiva di circa 44 milioni di euro. Si tratta innanzitutto di interventi a favore della Libia, per il rafforzamento della gestione dei flussi migratori, ma anche per il consolidamento del processo di dialogo e di riconciliazione nazionale; per la ricostruzione istituzionale della Siria e per il Libano."

Tablet Vs Libro


Sardi beffati: l'ostruzionismo di M5S e Lega fa saltare 90 milioni per gli alluvionati. I grillini "inutili e nocivi agli occhi degli italiani"


Salta a causa dell'ostruzionismo parlamentare di Lega e Movimento 5 Stelle l'approvazione del decreto salva Roma che conteneva anche le misure per l'alluvione in Sardegna.
Il governo Renzi, proprio nel "primo giorno di scuola", è stato costretto a ritirare il provvedimento che destinava 90 milioni di euro di prestiti a tasso agevolato per i centri colpiti da "Cleopatra". Oltre a una sorta di rinvio per il pagamento dei tributi. L'esecutivo ha provato subito a porre rimedio. Il Governo - assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi - varerà "un nuovo provvedimento, dopo una valutazione dei contenuti", dopo aver annunciato che il governo rinuncia al dl salva Roma.

"Il Governo, - spiega Boschi - durante la conferenza dei capigruppo ha confermato la volontà di approvare entro i termini previsti il decreto, alla luce di molte disposizioni di primaria importanza che vi sono contenute. A fronte della rilevanza di questi provvedimenti il Governo ha chiesto un'assunzione di responsabilità e il ritiro degli emendamenti. Di fronte alla indisponibilità di Lega e M5S e alla conferma da parte loro di proseguire con l'ostruzionismo in aula, era matematicamente impossibile l'approvazione entro il entro la scadenza".

Un ostruzionismo di tipo "dogmatico", accusa il deputato del Pd Matteo Richetti riferendosi al Movimento 5 Stelle. "Siamo al paradosso: le due forze politiche che più schiettamente si sono caratterizzate per l'anti-parlamentarismo sono proprio quelle che impediscono alle Camere l'approvazione di un provvedimento contenente misure urgenti e indispensabili per gli alluvionati in Sardegna, per l'Expo di Milano e per i cittadini di Roma. Se l'atteggiamento dei leghisti non sorprende, visti i precedenti, è assolutamente incredibile l'ostruzionismo ostinato e dogmatico dei grillini".

Ancora più duro l'affondo finale, in cui Rachetti bolla i parlamentari del Movimento 5 Stelle come irresponsabili e immaturi. E non solo: "Dimostrano ogni giorno di più la propria inutilità e nocività agli occhi degli italiani".

mercoledì 26 febbraio 2014

Parroco nega l' accesso ai vegani: "Il veganismo può essere associato all' anoressia"


CASTELFRANCO – Il parroco nega la sala all’associazione dei Vegani Castellani per la presentazione di un libro. Il caso sta facendo parecchio discutere a Castelfranco.

Il parroco del Duomo, Don Adriano Cevolotto, non ha concesso la sala parrocchiale al gruppo, in quanto ritiene che
il veganismo possa in qualche modo essere associato all’anoressia, soprattutto se vi si avvicinano adolescenti. Non ci sta l’associazione Vegani Castellani, che definisce quantomeno «singolare» la decisione del sacerdote.

Don Adriano, fanno sapere i vegani, avrebbe sottolineato nella sua risposta alla richiesta di mettere a disposizione la sala, che i «comportamenti vegani possono causare problemi seri».
Interpellato per una replica il sacerdote taglia corto: «Ho già risposto loro in forma scritta, non mi pare il caso di parlarne tramite i giornali». L’associazione Vegani Castellani comunque non l’ha presa bene.

«Avremmo compreso – dicono - se ci avesse risposto che non sono ben accetti eventi non pertinenti alla religione cattolica, ma legare veganismo e anoressia ci sembra a dir poco ridicolo: basta solo uno sguardo ai Vegani Castellani per rendersi conto che siamo tutt'altro che anoressici, malaticci o pallidi!».
«A noi Vegani Castellani – affermano ancora dall’associazione - sembra inoltre assurdo che questa critica ci arrivi da un esponente di una chiesa che per chiedere grazie e fare penitenze da secoli si serve dello strumento del digiuno. Una ragazza anoressica non potrebbe forse fingersi penitente per mascherare la sua malattia? Sembra che questo dettaglio a Don Adriano sia sfuggito.
Forse perché le sue considerazioni non derivano dal monitoraggio di un reale rischio, ma dal triste pregiudizio di chi non conosc
e».

lunedì 24 febbraio 2014

Diffamazione: blogger rischia il carcere per un articolo preso da L' Espresso. Assolti i giornalisti che scrissero l' articolo


Chi scrive su internet e pubblica i propri articoli su una testata amatoriale ma non è un giornalista dovrà essere attento a riportare le notizie di stampa sulla rete perché potrà incorrere, in caso di condanna, nelle aggravanti di cui alla legge sulla stampa

E’ questa la soluzione a cui è giunto il Giudice del Tribunale di Roma Terranova che ha condannato un Blogger campano, M. B., che non esercita l’attività di giornalista, per diffamazione ad un anno di reclusione, senza alcun beneficio di legge, per aver leso la reputazione di un magistrato in servizio presso gli Uffici giudiziari di Catanzaro. Il Blogger è stato dichiarato responsabile dei reati di cui agli art 595, terzo comma cp, e art 13 legge 47/1948 ( la legge sulla stampa), e condannato alla pena di anni uno di reclusione, senza benefici di legge. Il che vuol dire che se verrà confermata la condanna anche in appello, il blogger andrà dritto in carcere.

M.B. aveva in realtà ripreso su Internet all’interno di una testata amatoriale le informazioni contenute in un articolo del giornalista Riccardo Bocca sulla testata l’Espresso. La vicenda si inquadra nelle vicende processuali relative al famoso procedimento Why Not, che aveva visto protagonista anche l’ex magistrato Luigi De Magistris, e che aveva portato ad uno scontro senza precedenti tra Magistrati degli uffici giudiziari di Salerno e di Catanzaro.
Nell’imminenza della celebrazione dell’udienza preliminare relativa al processo denominato appunto Why not Bocca aveva scritto un articolo in virtù del quale era stato poi denunciato per diffamazione, insieme al direttore dell’Espresso dell’epoca Daniela Hamaui, dal Magistrato a cui si riferivano le informazioni contenute nell’articolo.

Il 17 febbraio del 2012 però Bocca e la direttrice del settimanale l’Espresso sono stati assolti dallo stesso Tribunale di Roma, con la formula de “il fatto non costituisce reato”. La sentenza risulterebbe attualmente appellata dalla Procura di Roma e dalla parte civile. Il Blogger invece che aveva ripreso la notizia due giorni dopo l’uscita dell’articolo su l’Espresso, è stato condannato, in virtù della denuncia presentata dallo stesso Magistrato, come si diceva, ad un anno di carcere.

domenica 23 febbraio 2014

Renzi "Mai al Governo senza passare per le urne"

http://www.facebook.com/informareXresistere

sabato 22 febbraio 2014

Fabbro di giorno e ladro di notte: l' uomo, dopo aver conservato una copia della chiave,si introduceva nel bar dove rubava spiccioli e gelati


Dopo aver eseguito alcune riparazioni alle serrature e agli infissi di un bar aveva conservato la chiave e approfittando dell'assenza del proprietario in due occasioni si è introdotto nel locale e portato via soldi e merce. Per questo un fabbro sassarese, di 50 anni, è stato denunciato dalla Polizia. Durante la notte o mentre il proprietario faceva la pausa pranzo l'uomo entrava furtivamente all'interno del bar utilizzando la chiave rimasta in suo possesso e si appropriava degli spiccioli lasciati in cassa e dei gelati del freezer.

L'uomo, che abita proprio di fronte al locale, poteva studiare dal balcone di casa poteva le mosse del titolare annotando gli orari di chiusura. Quando vedeva che il titolare chiudeva la saracinesca attendeva qualche minuto, poi attraversava la strada che separa la sua abitazione dal bar, riapriva il locale e commetteva il furto.

Il titolare dell'esercizio non riscontrando segni di effrazione alle porte non riusciva a spiegarsi come il ladro potesse entrare e così si è rivolto alla Polizia. Grazie all'attività dagli agenti della Squadra Mobile il colpevole è stato colto sul fatto e denunciato.

giovedì 20 febbraio 2014

Reddito di Cittadinanza: la riforma che elimina la disoccupazione ma crea precarietà. Ecco come funziona in Germania, che conseguenze ha prodotto e cosa accadrebbe in Italia


Il MoVimento 5 Stelle, Sel, il Pd.... tutti hanno cercato di accaparrare voti puntando sulla costruzione di un Reddito Minimo Garantito.
Molti non sanno che all' estero è legge già da parecchi anni, e che l' Unione Europea ha invitatol' Italia e la Grecia ad adottare le stesse misure. Ma come funziona?
Elimina realmente la disoccupazione? Crea danni al sistema? Si riesce a garantire veramente il minimo per vivere ed una dignità ad ogni cittadino?
E' possibile realizzarlo anche in Italia?

Vediamo il caso della Germania dove la riforma Hatz ha rivoluzionato completamente il welfare e la filosofia di vita dell' intera nazione creando disagi e pareri contrapposti.

LA RIFORMA HATZ
La riforma Hartz (dal nome di Peter Hartz ) è stata messa in atto tra il 2003 e il 2005 sotto il governo del cancelliere Gerhard Schröder (SPD). La riforma è stata attuata progressivamente attraverso quattro leggi:
Analizziamo nel dettaglio l' ultima, la quarta riforma Hartz.
Per prima cosa va detto l´Harzt IV scatta dopo un anno di “regolare disoccupazione”. L’indennità di disoccupazione viene concessa a chi, nei precedenti tre anni, abbia lavorato almeno 12 mesi versando i contributi e spetta per un periodo di 12 mesi in misura di circa il 60-67% dell’ultimo stipendio netto.
La soglia massima tenuta in considerazione per la retribuzione è pari a uno stipendio di € 4.500 lordi (poco meno di 2.600€ netti ).
La parola d’ordine della riforma Hartz è stata flessibilità. L’obiettivo infatti è stato quello di assicurare ai disoccupati la possibilità di accedere al mercato del lavoro anche grazie a lavori marginali, creando posti e spazio per le persone poco o non qualificate, non più destinate ai lavori in nero, grazie alla regolarizzazione e legalizzazione del mercato del lavoro.

A QUANTO AMMONTA IL CONTRIBUTO?
La riforma Hartz IV, scatta dopo un anno senza lavoro ed è rivolta anche a coloro che non trovano lavoro dopo aver completato il proprio percorso di studi.
Il contributo è attualmente di 382 € al mese per un single a cui si aggiungono circa 300 € per l’affitto di un “appartamento adeguato” e il pagamento dell’assicurazione sanitaria, che è obbligatoria in Germania.
Alle famiglie spettano invece 337 € per ogni adulto e 219 € per ogni figlio, a cui si aggiungono 550 € per l’affitto e la coperture delle spese per le assicurazioni sanitarie di tutti i componenti.
Una famiglia con due bambini in cui entrambi i genitori sono disoccupati può arrivare a guadagnare circa 1.700 € (esenti da tasse). Una cifra consistente. Inoltre, dato che questa forma di aiuto è prevista anche per coloro che pur lavorando hanno un salario che non gli permette di vivere adeguatamente, la riforma Hartz viene da molti definita un reddito minimo garantito. I sussidi Hartz IV non hanno scadenza e decadono solamente quando il soggetto o la famiglia è in grado di autofinanziarsi.

Ma chi andrebbe a cercare lavoro con un' entrata di 1.700 euro al mese? Continuiamo l' analisi..

martedì 18 febbraio 2014

Impiantata a Roma la prima mano bionica: grazie a quattro elettrodi è possibile percepire il tatto


La sperimentazione che ha reso possibile il nuovo passo verso l’impianto definitivo di mani bioniche è frutto di un progetto che vede l’Italia in prima linea

Siamo all’ospedale Gemelli di Roma in cui ad un paziente amputato della mano sinistra è stato applicato un arto robotico che gli consente di percepire di nuovo il tatto. Il danese Dennis Aabo Sorensen ha perso la mano 10 anni fa.
E’ veramente strabiliante sentire di nuovo, dopo 9 anni il tatto perchè adesso la mia mano dialoga nuovamente col cervello anche se la percezione è incredibile” dice Sorensen, dopo il successo dell' intervento.

I collegamenti tra sistema nervoso e protesi biomeccatronica sono quattro elettrodi intraneurali, poco più grandi di un capello, impiantati nei nervi mediano e ulnare del braccio. Un intervento delicato, eseguito dal neurochirurgo Eduardo Marcos Fernandez. Gli elettrodi sono stati impiantati trasversalmente rispetto ai fascicoli nervosi, per moltiplicare la possibilità di contatto con le fibre dei nervi e la capacità di comunicazione col sistema nervoso centrale.
Silvestro Micera, Professore di Ingegnereia Biomedica alle Università di Pisa e Losanna:
Gli elettrodi sono molto selettivi nel senso che possono rilevare un contatto molto preciso con i fascicoli nervosi, questo è cruciale per avere una sensazione analoga a quella naturale”.

Festival di Sanremo, 1959: Totò si dimette dalla giuria

da "Oggi" del 24 Dicembre 1959
clicca per ingrandire

Totò nel 1959 appena ripresosi dalla malattia che lo aveva colpito agli occhi fu invitato dagli organizzatori del Festival di Sanremo a presiedere la commissione giudicatrice con il compito di scegliere le canzoni da ammettere alla manifestazione canora. Accettò nonostante la cecità rifiutando però il gettone di presenza giornaliero di 50mila lire che all'epoca corrispondeva ad uno stipendio mensile medio.
Ma ebbe a polemizzare con gli altri membri della commissione per l'ammissione di una canzone molto apprezzata da Totò intitolata "Parole" e la posizione lo portò addirittura ad abbandonare il Festival prima della conclusione della selezione .
In seguito in un articolo apparso sul settimanale Oggi del 24 dicembre del 1959 dal titolo "Non faccio l'uomo di paglia per Sanremo"spiegherà i motivi di una simile decisione

Ho accettato una carica credendo che essa comportasse lo svolgimento di precise funzioni: nell'istante in cui mi sono accorto d'essere in errore, l'ho abbandonata. Tutto qui. La storia dei miei rapporti con la commissione incaricata di scegliere le venti canzoni per il prossimo Festival di Sanremo si potrebbe riassumere in queste semplici parole, e mi sarei guardato bene dall'aggiungerne altre, se l'interesse suscitato dal mio gesto non mi avesse obbligato a spiegare come sono andate realmente le cose. Lo faccio ora, soprattutto per dovere verso il pubblico, al quale mi sono sempre sentito strettamente legato. Ma tengo a precisare sin dall'inizio che non intendo entrare in polemica con nessuno. Desidero soltanto esporre il mio punto di vista.


Quando mi offrirono la presidenza della commissione esaminatrice, fui seriamente tentato di rifiutare. Conoscevo troppo bene l'ambiente del Festival per non sapere che rischiavo di andare incontro a discussioni, proteste, inimicizie o, in una parola, a un'infinità di grane. Alla fine, purtroppo, cedetti alle insistenza del mio carissimo amico Radaelli, e accettai.
Sulle prime, non ebbi a pentirmene. I lavori della commissione si svolsero nella più perfetta regolarità. Le 400 e più canzoni concorrenti furono ascoltate da cima a fondo, talvolta ripetute, e per ciascuna di esse ebbe luogo una votazione. Nel corso di una serie di sedute massacranti, scartammo oltre 300 canzoni e ne riservammo novantanove per la seconda selezione. In quel periodo, non si verificarono divergenze fra noi: quasi tutte le decisioni furono prese all'unanimità. Anche l'opinione pubblica si mostrò favorevole alla mia presenza a capo della commissione.
Ricevetti numerose lettere e telefonate di approvazione, e rimasi profondamente colpito dal sondaggio statistico effettuato, a Milano, dal Corriere Lombardo: su 500 lettori interpellati, solo 6 si dichiararono sfavorevoli a me. Tutti gli altri mi approvarono, un vero plebiscito. C'era di che sentirsi lusingati. Frattanto la commissione era entrata nella seconda fase dei lavori.

lunedì 17 febbraio 2014

Renzi: "Io non sarò mai Presidente del Consiglio senza essere eletto dai cittadini"

Matteo Renzi qualche tempo fa
"C'è bisogno di serietà in politica. Occorre imparare a mantenere la parola data. Io non sarò mai Presidente del Consiglio senza essere eletto dai cittadini, non farò mai come D'Alema nel 1998"

Gianni Cuperlo
"A Renzi va riconosciuta una coerenza: ha sempre detto che sarebbe andato al governo solo dopo le elezioni""


Coerenza da paura...

repubblica.it/politica

agoravox.it

Rita, massacrata a calci dal marito: umiliata, brutalizzata e trattata come un oggetto. Durante la violenza in un bar nessuno è intervenuto ed i carabinieri non hanno adottato provvedimenti nei confronti dell' uomo

Rita ( di spalle ) con l' avvocato Anna Maria Busia

La storia drammatica di una donna 31enne di Monserrato: picchiata e umiliata in pubblico dal marito aguzzino davanti alla figlia di tre anni. Racconta il suo incubo a Casteddu Online, un femminicidio sfiorato: "Sono stata brutalizzata e schiavizzata: lui mi picchiava, andava con prostitute e mi umiliava anche a letto con gesti indicibili di fronte alla bimba"

Finisce al pronto soccorso in fin di vita, massacrata a calci dal marito. La donna ha subito lesioni alla milza e ad un rene per la cieca violenza del compagno padrone. L’episodio è accaduto a Monserrato, vicino Cagliari. Solo un miracolo ha evitato che si ripetesse un altro caso di femminicidio.
La ragazza ha incontrato casualmente il marito in un bar e per futili motivi è stata pestata in modo brutale davanti alla figlia di tre anni, spintonata lontano dal passeggino e scaraventata a terra. Secondo il racconto della donna nessuno è intervenuto in sua difesa e neppure i carabinieri, intervenuti dopo essere stati allertati da alcuni passanti, hanno preso dei provvedimenti restrittivi nei confronti dell’uomo, perché non è stato colto in fragrante. La ragazza, pur claudicante, ha comunque fatto ritorno nella casa di campagna con la sua bambina senza denunciare il fatto. Ma non aveva fatto i conti col suo carnefice che, non soddisfatto di averle dato una lezione in pubblico,appena rientrato ha proseguito la sua opera di brutalizzazione con calci e pugni fino a ridurre in fin di vita la sua compagna. Ora la ragazza è uscita dall’ospedale e vive in una casa protetta con la sua bambina in attesa della separazione legale da quello che lei stessa ha definito una “bestia”.

Bari: Fiera del Levante in crisi, ma lo spreco di denaro continua. Le retribuzioni del personale passano dai 4000 euro al mese dei vigilanti ai 3000 euro delle segretarie


BARI -
Qualifiche a dir poco generose, tipo il vigilante assunto come quadro. E poi superminimi a pioggia, fino a 1.600 euro, concessi a tutti (diconsi tutti) i 40 dipendenti a tempo pieno.
Con il risultato di dover pagare stipendi di tutto rispetto: non meno di 1.700 euro lordi al mese. Quando i componenti della task force regionale sull’occupazione hanno visto la tabella, non volevano credere ai propri occhi: la Fiera del Levante, che già ha il problema di ricollocare i lavoratori in esubero, dovrà risolvere anche questa grana.

Il problema non è di poco conto, perché nessuno degli enti locali (astrattamente) disponibili a riassorbire questi lavoratori sarà disposto a garantire le retribuzioni. E seppure nell’ultima riunione della task force, giovedì, i sindacati abbiano garantito («Purché non esca da questa stanza») che non si opporranno all’eventuale azzeramento dei superminimi, la questione resta immutata e conferma quanto già si sapeva: anche sul fronte della gestione del personale, per decenni la Fiera del Levante ha vissuto fuori da ogni controllo. E adesso quegli stessi lavoratori potrebbero essere chiamati a pagare il conto.

STIPENDI DA CAPOGIRO
Ecco perché la Regione ha disposto uno specifico approfondimento su questo punto. Un dato:
il personale della Fiera del Levante costa ogni mese 163.000 euro, di cui 23.000 euro (il 15%, più o meno) è costituito da voci accessorie concesse nel corso degli anni su base discrezionale. Fare nomi non sarebbe giusto. Ma basti dire che su 66 dipendenti (di cui 26 in part-time) ci sono 5 quadri direttivi che non prendono meno di 3.400 euro (lordi) al mese, con punte di 4.500 passando per i 3.800 del vigilante di cui sopra: detto per inciso, vengono pagati più di un dirigente di prima nomina della Regione.
Ci sono segretarie che arrivano a 3.000 euro lordi al mese (diciamo, al netto, circa 2.100 per 13 mensilità), addetti al protocollo da 1.300.

domenica 16 febbraio 2014

Spesa più cara per i single?! BUFALA! La news è vecchia e le statistiche non hanno senso. La realtà: i single sono spreconi

di Lapenna Daniele

Siccome amo dannatamente le novità, oggi ( non è proprio oggi, perché il post è creato ieri ed ha pubblicazione automatica, tié ) ho deciso di creare una nuova categoria:
"Ma cosa cacchio scrivi?!".
So che a voi "non ve ne può fregà de meno", però ci tengo a precisarlo. Cosa ho scoperto? Che i single sono... SPRECONI!


P.S.: come al solito, vi prego di leggere tutto il post prima di commentare, altrimenti, come sempre, miei deliziosi e amorevoli utenti, vi invito a non commentare.
Un bacio a voi e fanculo tutti con amore! ♥


PER I SINGLE LA VITA COSTA IL 62% IN PIU' RISPETTO AD UNA FAMIGLIA NORMALE
In questi giorni, proprio in concomitanza della solita inutile festa "sprecasoldi" di san valentino ( con le iniziali rigorosamente minuscole), cicciano fuori le notizie più assurde, giusto per giustificare i single che si son dimenticati di fare il regalo alla propria compagna.

ATTENTI ALLE STATISTICHE
Mi è saltato agli occhi una cosa particolare: tutti i giornali on line ( nonostante riportino a fine articolo la dicitura "Riproduzione Riservata" ) spiattellano le stessissime parole. Forse perché sono scritte dalla Coldiretti, e quindi loro riportano pari pari solo per dovere di cronaca ( vedi Messaggero e LaStampa.Chi copia da chi?! ). Ma.... c'è qualcosa di più.. Leggete ATTENTAMENTE.
Dividiamo per punti la notizia:

"► La spesa media per alimentari e bevande di un single è di 332 euro al mese, il 62% superiore a quella media di ogni componente di una famiglia tipo di 2-3 persone che è di 204 euro. 
Per i single - scrive Coldiretti - l’aumento di costi è 
► del 101% per l’abitazione 
del 76% per i combustibili ed energia 
del 29% per i trasporti rispetto alla media per persona di una famiglia tipo"
E poi c'è la spiegazione
"I motivi della maggiore incidenza della spesa a tavola sono certamente da ricercare - continua Coldiretti - nella necessità per i single di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati che, comunque, anche quando sono disponibili risultano molto più cari di quelli tradizionali. D’altra parte gli appartamenti e le case piu piccole hanno prezzi più elevati al metro quadro, sia in caso di acquisto che di affitto e usare l’automobile da soli costa di più, come pure riscaldare un appartamento"

NEWS RISCALDATA
Questa notizia non risulta dalle ultime riportate dal sito Coldiretti ( vedi l' elenco news ) quindi non si sa dove sia stata presa, così, essendo io curioso, pignolo e puntiglioso, ho voluto ricercare le news simili  proprio dal sito Coldiretti.it. Le statistiche in effetti si modificano un pò con gli anni, ma le spiegazioni
( ridicole a mio avviso, come spiegherò a fine post ) sono sempre le stesse. I giornali hanno riportato più o meno le news degli anni passati.
- 18 Gennaio    2009: "CONSUMI - Per i single un +60% di spesa rispetto alla famiglia media"
-  5 Settembre 2009: "CONSUMI - Per i single la spesa costa quasi il doppio"
- 15 Luglio       2011: "CONSUMI - La spesa del "single" costa il 71% in piu'"
Analizziamole una alla volta.

venerdì 14 febbraio 2014

Uras: gli alluvionati non voteranno alle elezioni regionali di domenica. I cittadini hanno iniziato a recarsi al Comune per consegnare le schede elettorali


Sono almeno una settantina gli elettori di Uras che domenica prossima non andranno a votare per le regionali in segno di protesta contro il silenzio opposto delle istituzioni alle richieste di aiuto inviate dal paese dopo la drammatica alluvione che lo scorso 18 novembre scorso ( alcune foto: foto1foto2 ) ha ucciso una coppia di anziani coniugi e lasciato senza casa decine di famiglie.


Tanti sono infatti quelli che martedì pomeriggio hanno restituito il certificato elettorale all'Ufficio anagrafe del Comune ( qui il servizio di Videolina ). Li avrebbero voluti consegnare personalmente al sindaco, che però era fuori sede per motivi di lavoro, e allora hanno forzato la mano e si sono presentati tutti assieme allo sportello dell'Anagrafe.
Erano soprattutto donne, molte anche anziane e tutte avevano una storia da raccontare, spesso quella dei propri figli o nipoti che hanno avuto la casa danneggiata in modo irreparabile dalla bomba di acqua che in pochi minuti la mattina del 18 novembre aveva raggiunto e superato nel 70 per cento del paese il metro, metro e mezzo di altezza inondando scantinati e piano terra, mettendo fuori uso gli impianti elettrici e idraulici, rovinando e rendendo inservibili gli elettrodomestici e i mobili.
Molti sono tornati nelle proprie case anche se ci devono vivere quasi da accampati, altri ne hanno trovato una in affitto, altri ancora sono ospiti dei genitori o di parenti. C'è anche il caso di una coppia di fidanzati che doveva sposarsi a dicembre e ha dovuto annullare il matrimonio perché l'acqua ha reso inagibile la casa che avevano scelto e distrutto mobili e corredo.

Donne sono anche le animatrici del Comitato spontaneo che si é fatto promotore di una lettera ai candidati governatori sottolineando come nessuno di loro si sia mai presentato a Uras per capire cosa era successo e dire che cosa aveva intenzione di fare da presidente della Regione. Speravano che dopo la pubblicazione della lettera sui giornali, qualcuno si facesse finalmente vivo, ma sono rimaste deluse e domenica la percentuale dei non votanti a Uras potrebbe toccare livelli davvero molto alti.

Leggi anche
Alluvione Sardegna, il sindaco di Uras a MeteoWeb: “l’acqua non deve più entrare nel nostro paese! E non dimenticateci”

Cagliari: rissa fra gli amici dell' adolescente suicidatasi al bastione Saint Remy: "Vittima del bullismo"


 La notte del 6 febbraio scorso, una ragazzina di sedici anni ha tentato il suicidio lanciandosi Bastione di Saint Remy, in pieno centro, a Cagliari.
Dopo la caduta era stata trasportata in condizioni gravissime nel nosocomio cagliaritano, dove i medici avevano tentato in ogni modo di salvare la sua giovane vita.
Nella serata successiva, però, il cuore della giovane ha cessato di battere e i genitori hanno deciso di autorizzare l’espianto degli organi.

LA RISSA
Al cimitero di San Michele, a Cagliari, subito dopo i funerali dell'amica, c'è stata una rissa fra gli amici della ragazza.
Prima le minacce. Poi schiaffoni e spintoni Circa cento ragazzi e ragazze divisi in due gruppi opposti. Da una parte quelli convinti che il gesto dell'amica sia stato provocato dal bullismo: la giovane sarebbe stata insultata e offesa pesantemente, anche sul web. Dall'altra, quelli individuati come i presunti responsabili della tragedia. Sospetti e ipotesi frutto di voci e chiacchiere tra ragazzi. Su quanto accaduto non è stata avviata alcuna inchiesta o indagine.

UNA MORTE SENZA UN PERCHE'
L’adolescente avrebbe attraversato un periodo difficile, ma pareva essersi ripresa; non è chiaro quale sia il motivo che l’abbia portata a compiere questo gesto inconsulto a soli sedici anni, con tutta la vita davanti. Era molto conosciuta in città e sul suo profilo Facebook sono comparsi tantissimi messaggi delle giovanissime amiche che, distrutte dalla sua scomparsa, sentono il bisogno di scusarsi per non averla capita e aiutata. Una vicenda drammatica, che ha scosso le coscienze di tutta l’Isola e che, si spera, non si ripeta più poiché non si può scegliere di morire così giovani.

giovedì 13 febbraio 2014

Cassazione: vietato esporre gli alimenti all' aperto. Condannato un commerciante che ha esposto la merce ai gas di scarico delle auto


La Corte di Cassazione con la Sentenza del 10 febbraio 2014 n. 6108, la Cassazione ha esaminato il caso di un commerciante, condannato dal Tribunale di Noia alla pena dell'ammenda riconoscendolo colpevole della contravvenzione di cui all'art. 5, lett. b) della legge 283/1962, per aver detenuto per la vendita tre cassette di verdure di vario tipo in cattivo stato di conservazione.
Nello specifico l'uomo aveva esposto fuori dal proprio negozio una cassetta di verdura senza preoccuparsi che, così facendo, avrebbe messo in contatto gli alimenti con le sostanze nocive rilasciate dai gas di scarico delle auto.

Per la Cassazione, che ha ricordato alcune precedenti sentenze delle Sezioni Unite, il caso in questione configura "un reato di danno, perché la disposizione è finalizzata non tanto a prevenire mutazioni che nelle altre parti dell'art. 5 legge 283/1962 sono prese in considerazione come evento dannoso, quanto, piuttosto, a perseguire un autonomo fine di benessere, assicurando una protezione immediata all'interesse del consumatore affinché il prodotto giunga al consumo con le cure igieniche imposte dalla sua natura. Conseguentemente, si è escluso che la contravvenzione si inserisca nella previsione di una progressione criminosa che contempla fatti gradualmente più gravi in relazione alle successive lettere indicate dall'art. 5, perché, rispetto ad essi, è figura autonoma di reato, cosicché, ove ne ricorrano le condizioni, può anche configurarsi il concorso (in senso conforme, Sez. III n. 35234, 21 settembre 2007; difforme Sez. III n. 2649, 27 gennaio 2004)".

Niente tasse per tre anni a chi investe a Latronico


Area artigianale appetibile anche per gli incentivi offerti dal Comune: è quanto accade a Latronico, paese di circa 4700 abitanti nella provincia di Potenza.
Il consiglio comunale, nella seduta di ieri, ha approvato all’unanimità una delibera che impegna l’amministrazione a non far pagare le tasse comunali (come Imu e Tares) a tutte le imprese che investiranno nella nuova area artigianale adiacente alla Sinnica. Il tempo del beneficio è di tre anni.

«Abbiamo voluto fortemente che si potesse concretizzare questa azione - ha spiegato il sindaco di Latronico Fausto De Maria - prima di tutto per rendere più appetibile e competitiva l’area artigianale, un po’ sulla falsa riga di quello che è stato fatto a Castelsaraceno. Sarà un incentivo in più per chi vorrà investire nella nostra area artigianale che, già di per sé, è baricentrica rispetto allo Jonio e al Tirreno, è accessibile, perché si trova a ridosso di un’arteria importante come la Sinnica ed è completamente urbanizzata, completa della rete del metano».

mercoledì 12 febbraio 2014

Compra pizza e poi muore in auto davanti l' amico


Un uomo di 49 anni è stato trovato senza vita dentro la propria auto intorno alle 9 di mercoledì mattina. Dalle prime informazioni l’uomo sarebbe morto per un malore. Sono in corso accertamenti

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 49enne è entrato in una pizzeria di Fontivegge, ha comprato una pizza e si è diretto verso la sua auto in via Canali. Lì lo ha trovato un suo amico, con sui aveva un appuntamento, e lo ha visto in preda a un malore. In pratica, ha visto il suo amico morirgli davanti. Immediatamente ha chiamato il 118, che non ha potuto che constatare il decesso. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, che comunque hanno avviato indagini. Sul corpo verrà eseguita un’autopsia, anche se sul posto non sono stati trovati elementi che possano far pensare a cause di morte non naturali.

martedì 11 febbraio 2014

Equitalia: annullata la cartella consegnata al coinquilino. Senza un rapporto di parentela, la consegna non è ritenuta valida

lavorofisco.it/?s=accertam%2Cento

La notifica è valida solo se consegnata a un addetto alla casa o a un parente: ad essi non può essere equiparata la persona che coabita con il destinatario dell’atto fiscale.ì

Se il postino consegna la cartella esattoriale di Equitalia al coinquilino e non all’effettivo destinatario, la notifica è nulla. Infatti la legge prescrive che la consegna, affinché sia valida, deve essere effettuata in favore di un addetto alla casa o un parente.

Lo ha stabilito la Cassazione con un’ordinanza pubblicata proprio ieri [ Cass. ord. n. 2705 del 6.02.2014 ].

Secondo la Corte il coinquilino non può essere equiparato a una persona “addetta alla casa”. Pertanto la legge non prevede alcuna possibilità di consegnare a quest’ultimo gli atti fiscali indirizzati ad un altro soggetto convivente nello stesso appartamento.
La consegna della copia a persona, che, pur coabitando con il destinatario, non sia a lui legata da rapporto di parentela o non sia addetta alla casa non può considerarsi valida.
Pertanto la notifica è nulla.

Quindi se la cartella viene ritirata ad esempio dal genero o nuora non sposati, la notifica è sempre nulla.
Ovviamente, qualora si accorga di tale vizio, l’Agente per la riscossione potrà sempre provvedere a notificare un nuovo atto, ma sempre che il credito non sia oramai prescritto.

domenica 9 febbraio 2014

Prescrizioni sanitarie: dal 1° Febbraio è in vigore la tassa statale di 10 euro per ogni ricetta rossa. La sanità privata diventa più economica della sanità pubblica


PADOVA - È sempre conveniente la sanità pubblica? Mica vero. Esami del sangue, emocromo, colesterolo, valutazione di transaminasi, bilirubina, glucosio, ferro, analisi delle urine, ecografie costano sorprendentemente di più rivolgendosi in ospedale come utenti del servizio sanitario nazionale, meno nello stesso ospedale, con gli stessi specialisti e le stesse strumentazioni, presentandosi come pazienti paganti in proprio, ancora meno nelle strutture private. Tutta colpa della tassa statale di 10 euro per ogni impegnativa, la cosiddetta "ricetta rossa" vergata dal proprio medico curante che, per legge, può contenere fino a un massimo di otto indagini diagnostiche della stessa specialità oppure otto esami di laboratorio. Per i test ematologici, i più comuni e diffusi, si fa presto a moltiplicare le spese.

ALL' OSPEDALE COSTA PIU' CHE DA PRIVATO
Esempio: se effettuiamo un prelievo venoso e richiediamo di svolgere, su quel prelievo, 17 esami, all'ospedale di Padova siamo costretti a presentarci con tre impegnative, due contenenti otto esami, la terza uno soltanto. Poichè in regime pubblico alle quote ticket per singolo esame fissate dal tariffario regionale si deve aggiungere la tassa voluta dallo Stato di 10 euro a ricetta, alla cifra totale di 45,55 è obbligatorio sommare 30 euro di tassa, quindi il costo complessivo per il paziente non esente ticket (con reddito superiore a 26 mila euro) sarà di 75,55 euro.
Se ci si rivolge al medesimo ospedale presentandosi senza ricetta rossa, quindi come utenti paganti in proprio, la spesa sarà di 49 euro, ovvero la quota del tariffario regionale aumentata del 10%. In un ambulatorio esterno, privato, per gli stessi 17 esami si andrà a pagare il solo costo del tariffario, senza ticket e maggiorazioni, quindi 45,55 euro. Miracoli del sistema.

sabato 8 febbraio 2014

Assassini di nuovo in servizio


Omicidio di Federico Aldrovandi


Omicidio Aldrovandi, poliziotti condannati tornano in servizio.
Silenzio dal Viminale

I poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi stanno tornando in servizio dopo aver scontato sei mesi di detenzione e il periodo di sospensione.

Qui l' articolo de "Il Fatto Quotidiano"

Non esprimo la mia opinione, sia perché odio tutte le forze dell' ordine, sia perché potrei diventare volgare.

venerdì 7 febbraio 2014

De Pin vs M5S : è come il Grande Fratello. L' ex deputata del M5S spiega la situazione all' interno del gruppo

giovedì 6 febbraio 2014

Cassazione: se il coniuge non vuol fare più sesso, l' altro è libero di andarsene


ROMA- Se vostra moglie fa sciopero del sesso siete liberi di farvi un’amante e lasciare il tetto coniugale. E viceversa. Lo stabilisce la Cassazione nella Sentenza N. 2539: se il matrimonio si raffredda a tal punto da far venire meno i rapporti sessuali, chi dei due partner, ritenendo intollerabile la situazione, sceglie di rifarsi una vita ed abbandonare la casa familiare, non commette alcuna violazione dei propri doveri coniugali. E non ha alcuna importanza stabilire se l’esclusione del sesso sia stata una decisione imputabile a lui o a lei, oppure se sia solo una naturale e pigra deriva del menage domestico.

Nel caso specifico i supremi giudici hanno respinto il ricorso di una moglie, Adelaide C., che chiedeva l’addebito della separazione a carico del marito Vincenzo T. perché l’aveva lasciata per andare a vivere con un’altra donna dopo che, per nove anni, a partire dalla nascita del figlio Riccardo, la coppia non aveva più condiviso alcuna intimità.

L’abbandono della casa familiare, che di per sé costituisce violazione di un obbligo matrimoniale e, conseguentemente, causa di addebito della separazione, in quanto porta alla impossibilità della convivenza – scrivono i giudici – non concreta tale violazione se si provi (e l’onere incombe a chi ha posto in essere l’abbandono) che esso è stato determinato dal comportamento dell’altro coniuge, ovvero quando il suddetto abbandono sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si sia già verificata, ed in conseguenza di tale fatto”.

Prendere cibo gettato nei cassonetti è reato? In Italia lo è, ed è reato da codice penale


Se n'è discusso nel Regno Unito, dopo che un tribunale ha fatto cadere le accuse contro un uomo che aveva preso cibo scaduto buttato da un supermercato

Paul May è un web designer freelance inglese e vive in una casa occupata a Londra (uno squat). May era stato arrestato con altre due persone lo scorso 25 ottobre mentre prendeva confezioni di cibo scaduto da un bidone della spazzatura in una zona recintata dietro a un supermercato della catena Iceland. La polizia aveva eseguito l’arresto e aveva riportato i beni sottratti, del valore di circa 40 euro, al supermercato. Il procuratore aveva inizialmente deciso di perseguire i tre per furto, alla fine però, dopo settimane di pressioni del pubblico e dopo che anche i dirigenti di Iceland avevano pubblicamente affermato di non aver sporto denuncia, le accuse sono state fatte cadere. In inghilterra, infatti, il procuratore che deve valutare se portare un caso a processo deve rispettare il criterio del ‘pubblico interesse, ovvero: è nel pubblico interesse perseguire un determinato reato? In questo caso è stato deciso che, per varie ragioni, non lo era.

La pratica di recuperare confezioni di cibo scaduto ma ancora commestibile dai bidoni della spazzatura dei supermercati – in inglese skipping, dalla parola skip: bidone – è piuttosto comune nella comunità degli squatter inglesi, per ragioni sia economiche (il cibo skippato non si paga), che etiche, dato che la pratica sottolinea l’enorme spreco di cibo. La pratica, tuttavia, è spesso contrastata dai gestori dei supermercati che non la vedono di buon occhio: non è raro che sulle confezioni di cibo scaduto venga versata ammoniaca o vernice colorata in modo da scoraggiarne il recupero.

Dietro alla questione si presenta un dilemma etico: se da una parte la spazzatura è pur sempre di proprietà di qualcuno, è difficile accettare l’idea che prendere del cibo scaduto e destinato alla discarica sia considerato furto. Qualche anno fa, sempre in Inghilterra, un altro caso simile fu seguito dai giornali:  

lunedì 3 febbraio 2014

Legge di Stabilità: inserita modifica al rogito. Il denaro per l' atto notarile dovrà esser depositato su un Conto Corrente prima del trasferimento


In mezzo alle beghe per l’Imu e alla pioggia di emendamenti “calati” sulla Legge di Stabilità, è passato praticamente inosservato. Eppure nell’articolo 63 è stata inserita una modifica che cambia sostanza e forma del rogito. La notizia ha praticamente prima fatto il giro di internet e poi è stata affrontata dagli operatori dell’informazione.

Una modifica, quella inserita nell’o che pur rimpinguendo (almeno in teoria) le casse dello Stato, offre qualche garanzia (sempre in teoria) ai soggetti che partecipano alla compravendita.

DI COSA SI TRATTA? Semplicemente, il denaro utilizzato per pagare il rogito dovrà adesso essere “parcheggiato” in un conto corrente ad hoc, facente capo alle amministrazioni locali. Solo una volta trascitto l’atto il denaro verrà trasferito a chi di dovere.
Qual è il senso di questa novità? I “sensi” sono almeno due.

1. Il conto corrente è ufficialmente istituito per raccogliere fondi da destinare al credito alle imprese. Sicché, per tutto il tempo in cui il denaro rimarrà in questo conto, gli interessi maturati saranno destinato a questo scopo.
2. Con questo metodo si evitano le classiche brutte soprese che a volte si verificano a causa della distanza temporale tra il pagamento (immediato) e la trascrizione del rogito (dopo qualche mese). Sicché, il denaro verrà trasferito solo a trascrizione avvenuta.

Ecco il passaggio della Legge di Stabilità che certifica le modifiche alla questione rogito:
Il notaio o altro pubblico ufficiale sarà tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato il prezzo pattuito per la vendita dell’immobile o altri corrispettivi versati, comprese ad esempio le somme destinate all’estinzione delle spese condominiali non pagate”.