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martedì 29 ottobre 2013

Legge sull' omofobia? Una grandissima e inutilissima cazzata

di Lapenna Daniele


Ogni qual volta avviene un suicidio o violenza che riguardi un individuo di orientamento sessuale "omo", riiniziano ad apparire dichiarazioni circa le inesistenti ( ed urgenti ) leggi per contrastare l' omofobia.
Le quali sono un pò delle... cazzate.

Negli anni scolastici tutti sanno che ci sono prese in giro, discriminazioni, piccole violenze verbali ( e spesso, soprattutto di questi tempi, anche fisiche ) ma le motivazioni - almeno per quanto ricordi io, ai miei tempi scolastici - non erano circa l' orientamento sessuale.
C' era il ragazzo obeso ( volgarmente e solitamente chiamato "ciccione" ) che veniva paragonato agli animali più cicciottosi del Pianeta; c' era il ragazzo brutto, con i brufoli, preso in giro per essere inguardabile; c' era il ragazzo povero, che veniva preso di mira per non cambiarsi spesso d' abito; la ragazza anoressica che viene derisa dalle compagne ( e molte ragazze sanno essere molto cattive ).
Ed i secchioni? No!! I geni che venivano presi in giro ed ora sono a capo di multinazionali!

Dunque, stando a queste considerazioni, dovremmo fare più leggi: una per i ragazzi obesi, una per quelli poveri, una per quelli brutti... Un' assurdità.
La soluzione sta nell' inasprire le leggi vigenti per quanto riguarda le violenze. Per le offese, beh, lì sono i genitori che debbono intervenire insegnando al ragazzo che il giudizio degli altri è come il cucchiaio per un piatto di spaghetti: perfettamente inutile.

Alla fine la discriminazione potrebbe trasformarsi in privilegio, così vedremo apparire leggi per ogni categoria di persona della società. Le regole fondamentali da insegnare ed inculcare sono
  1. ognuno fa ciò che vuole della propria vita
  2. il giudizio degli altri non conta niente
  3. non si può convincere una persona a cambiare il proprio giudizio
  4. isolare e punire chi istiga violenza e discriminazione, a prescindere dalla motivazione
  5. non trasformiamo i discriminati in "specie protette". Non v'è bisogno
Qui, una poesia che ho scritto, inerente l' argomento.

4 commenti:

  1. è sempre un discorso di cultura! se non si insegnano fin da bambini le cose importanti, cresceranno tutti come pannocchie secche di mais: inutili e ingombranti. È la scuola il problema in Italia (e non solo). Hai voglia a parlare di Malala e di quello che ha passato per avere il diritto allo studio; o a far vedere documentari eroici in cui eroici bambini africani fanno decine di Km al giorno pur di andare a scuola. Alla fine per natale tutti vorrano solo l'aggiornamento alla PSP e la felpa firmata, anche a 6 anni! Ho provato a regalare ad un bambino di 8 anni un fascicolo con giochi e parole crociate adatti alla sua età. La prima volta, non avendo in quel momento altro da fare, si è dedicato a risolvere qualche pagina. La seconda volta era alle prese con un gioco della pleistescion e non l'ha manco ca***to! Avevo organizzato nella mia cartoleria una piccola biblioteca, totalmente gratuita, con una 30ina di titoli dai 6 ai 10 anni, tutti comprati e messi a disposizione da me. Ho distribuito volantini già dal mese di aprile ai genitori che vengono a fare acquisti e ho mandato una lettera per conoscenza al direttore didattico, perché mi sembrava che la cosa potesse interessargli. Non ho avuto alcuna risposta, neanche dall"alto dirigente"! e i libri sono lì sullo scaffale a prendere polvere! Pensi che a gente così (genitori, maestri bambini, dirigenti...) interessi se un omosessuale (o obeso, o brutto, o povero) ha problemi ad integrarsi? il motto della scuola italiana è uno e uno soltanto: ognuno per se e qualcun altro per tutti! e io pago...

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    Risposte
    1. Ai 6 anni, oggi, hanno la scelta fra: playstation, computer, i-phone.
      Se inserisci un libro, questo risulta un corpo estraneo, perché
      i genitori non li avvicinano a questo mondo, ed a scuola, pure peggio!

      I professori fanno quel lavoro perché DEVONO farlo, non perché
      a loro PIACE farlo. Poi se ciò dipenda dalla precarietà, non ha comunque giustificazioni. La cultura dev' essere un qualcosa da apprendere perché piace, perché interessa, perché è una cosa preziosa, e non perché è utile solo a finire la scuola ed iniziare a giggioneggiare 24 ore su 24.

      L' episodio mi turba molto, soprattutto dopo aver visto bambini di 6 anni con questi i-phone che son più grandi delle loro mani.
      Lì ci sarebbe da fare un discorso enorme..

      Tornando alla questione, beh, non serve la legge, perché appunto ogni individuo troverebbe un' altra scusa per aggredire verbalmente o fisicamente un' altra persona

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  2. Ho letto la tua poesia! Ahaha, potresti farne un rap :)
    In ogni caso, sono pressoché d'accordo con te, in questo preciso ambito.
    Cioè, non vorrei che tipo io prendo a pugni un tizio perché mi è passato davanti nella fila al Mc Donald's e mi ritrovo accusato non solo di lesioni ma anche di intolleranza perché quello poi si dichiara gay-nero-femmina-musulmano.

    E' pur vero però che se una persona -ma non parlo di cose scolastiche, in questo caso- viene "colpita" appositamente per le sue scelte di vita o il suo modo d'essere (quindi sesso, razza, religione, vegetarianesimo, amare la margherita piuttosto che la diavola...) forse è necessario aggiungere una pena a chi ha colpito.

    Per quanto riguarda la scuola, può succedere che si venga picchiati e presi di mira in quanto omosessuali, perché no? Anche qui, se la questione travalicasse il normale bullismo, direi che bisogna intervenire. Ma anche prevenire, la scuola deve insegnare, dopotutto.

    Moz-

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    Risposte
    1. Sai che ci ho pensato?! Suona musicalmente bene!

      Il punto è che non puoi stabilire la motivazione. Se vieni processato tu puoi sostenere che non è vero e dire "Io non sapevo che era gay" oppure
      "io non ce l' ho con i gay" e lì, come fai a provare il contrario?
      Penso sia pressocché impossibile ( se uno sa fingere bene o se non ci sono le solite riprese con i soliti cellulari ).

      Sulla questione di insegnare penso che debbano essere i genitori a farlo.
      La scuola dovrebbe insegnare altro.
      Ricordo una polemica di mamme che, dopo litigi ( con qualche schiaffo ) fra i loro figli e bulletti ( e lì eravamo alle elementari ), sostenevano che dovevano essere le maestre ad insegnare l' educazione.
      Assurdo! E i genitori che stanno a fare? Solo per dare la paghetta ( tra l' altro senza fare un demerito cazzo da parte dei viziatelli ) e sfamarli?
      Penso proprio di no.

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