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sabato 14 settembre 2013

Rateazioni, pignoramenti e ipoteche: tutte le novità contenute nel nuovo decreto del governo. La prima casa non sarà più pignorabile

Anna Carbone

Il Dl Fare rivede la disciplina del pagamento dei tributi e dei debiti fiscali per snellire e rendere più equo il fisco verso i contribuenti in difficoltà

Il Dl Fare ha cambiato le regole per la riscossione dei tributi ed il pagamento dei debiti fiscali, in particolare nell’ambito di rateizzazioni, pignoramenti e ipoteche. Oltre all’impignorabilità per prime case e beni d’impresa, all’estensione della rateazione e all’abolizione dell’aggio a Equitalia.

RATEIZZAZIONI
Per quanto riguarda le rateazioni, il D.L. 69/2013 interviene nell’ambito del pagamento a rate delle cartelle notificate dall’agente di riscossione, in prosecuzione di quanto disposto da Equitalia, che aveva elevato da 20 a 50 mila euro la somma necessaria per la dilazione automatica di pagamento, anche senza la documentazione comprovante la situazione di obiettiva e temporanea difficoltà economica.
In questo caso, il Dl Fare ha portato il numero massimo di rate utili per saldare il proprio debito da 72 a 120 sia in prima istanza che in proroga.
Tuttavia, per fruire del beneficio è necessario comprovare la grave situazione di difficoltà economica legata alla crisi internazionale e non alle azioni del contribuente, che deve essere valutata dall’agente incaricato della riscossione. In sintesi, occorre comprovare l’impossibilità di pagare il credito tributario prevedendo un normale piano di rateizzazione e valutare la solvibilità del contribuente allo scopo di approntare un idoneo piano di rateizzazione da approvare.
Per le rateizzazioni in proroga, un’ulteriore dilazione si può ottenere solo una volta e fino a
non più di altre 120 rate, a condizione che il contribuente possa dimostrare il peggioramento delle proprie condizioni economiche rispetto a quelle comprovate nella prima istanza di dilazione e che il peggioramento non sia imputabile alle proprie responsabilità ma alla crisi economica.
La rateizzazione consente di partecipare a gare d’appalto, un beneficio che però decade se il contribuente non paga 8 rate anche non consecutive. Di conseguenza, il contribuente non può ottenere altre dilazioni del debito, che va riscosso in una sola rata e anche mediante procedure esecutive e cautelari.

PIGNORAMENTI
Per quanto riguarda i pignoramenti, il Dl ha escluso l’abitazione principale dai beni pignorabili se l’immobile è l’unico di proprietà del contribuente ed è adibito a suo uso abitativo. Ma a determinate condizioni: il contribuente vi deve risiedere anagraficamente, l’importo del credito non dev’essere superiore a 120.000 euro; l’immobile non deve avere ipoteche e se non sono decorsi almeno 6 mesi dall’iscrizione senza che sia avvenuta l’estinzione del debito.

Modificati i limiti di pignorabilità, in base all’art. 515 c.p.c., per professionisti e lavoratori autonomi, per i debitori che abbiano forma societaria e per tutti quelli che svolgono attività con prevalenza di capitale investito sul lavoro.

NOTA
Sono esclusi gli immobili di lusso, classificati in base al D.M. del ministero dei Lavori pubblici 2 agosto 1969 e gli immobili di categoria catastale A/8 – ville e A/9 – castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

I beni strumentali all’esercizio della professione, arte o mestiere sono pignorabili solo se il valore degli altri beni è incongruo rispetto al debito, e comunque nei limiti di 1/5. Possono essere dati in custodia solo al debitore, che può quindi proseguire nella sua attività. La prima vendita all’incanto deve avvenire dopo almeno 300 giorni dal pignoramento, che a sua volta viene annullato dopo 360 giorni passati senza che sia stato effettuato il primo incanto. Il pignoramento esattoriale estende la propria efficacia da 120 a 200 giorni.

Dal 30 settembre 2013, l’agente di riscossione non verrà remunerato più in base all’aggio, ma mediante il rimborso dei costi fissi di gestione derivanti dal bilancio consolidato. Importante ricordare anche che, in base all’art. 10, D.L. 8 aprile 2013, convertito con modif. dalla L. 6 giugno 2013, n. 64 Equitalia potrà occuparsi della riscossione per gli enti locali fino al 31 dicembre 2013: con la nuova norma la riduzione di competenze riguarderà anche le entrate non tributarie ed, inoltre, è prevista l’istituzione di un consorzio che coadiuverà l’attività di riscossione dei Comuni, anche attraverso le società di Equitalia.

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