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mercoledì 14 novembre 2012

Salvato da una trasfusione di sangue, testimone di Geova denuncia i medici.Non era meglio lasciarlo morire?


fonte lastampa.it

Incidente sul lavoro, mano schiacciata, arto ricostruito chirurgicamente, l’operaio ha problemi post-operatori e all’ospedale Maria Vittoria decidono di sottoporlo a trasfusioni di sangue. Per 17 volte D. B. , testimone di Geova, fa riportare il suo dissenso in cartella clinica. A nove giorni dall’incidente i sanitari chiedono alla procura un parere scritto e vien loro risposto di intervenire.


L’avvocato Fulvio Gianaria, difensore di uno di loro, ricorda:
«L’alternativa avrebbe potuto essere quella di essere denunciati per omicidio del consenziente. Comunque i medici si sono attivati pensando alla salute del paziente».

La situazione è buffa: una persona che viene ricoverata d' urgenza dovrebbe subire delle domande sul suo orientamento religioso. Se il paziente avesse comunicato in anticipo che era un testimone di Geova, e che non voleva essere sottoposto a qualsiasi trasfusione, sarebbe bastato un foglio scritto da lui compilato, cosìcché i medici non sarebbero intervenuti, e non avrebbero rischiato qualche denuncia.
Anche in questo caso comunque non rischiano assolutamente nulla: per la legge hanno svolto il loro lavoro, egregiamente, salvando una vita ed intervenendo tempestivamente.

Forse... era meglio lasciarla morire questa persona. Nel suo aldilà avrebbe parlato con il suo Dio, e sarebbe stato più contento. Non so se sia più stupido seguire una religione o denunciare i medici per averlo salvato dalla morte.

2 commenti:

  1. Giusto! per me dovrebbero obbligare i pazienti a non fumare, così li salvano dal cancro ai polmoni, salvano i loro familiari dal fumo passivo , ecc e dovrebbero farlo per ogni abitudine o vizietto che compromette la propria vita. Basta con quelli che dicono la vita è mia e ne faccio ciò che voglio.

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    Risposte
    1. Buondì..
      anche se non è ciò che ho scritto nel post,
      rispetto la sua opinione per quanto riguarda
      il fumo passivo, ma non quello relativo
      al fumo che inala colui che fuma.
      Questi è responsabile della sua vita,
      e se vuole avvicinarsi più velocemente alla morte
      fumando, bevendo alcoolici o drogandosi,
      è un problema suo.
      Certo, se avrà malattie fra parecchi anni, non dovrebbe
      esser curato dacché lo Stato, anzi, NOI CITTADINI
      pagheremmo le cure per una persona che se n'è sempre infischiato della sua vita.

      Salutonii!

      Elimina

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