domenica 30 maggio 2010

Benefattore anonimo paga la mensa scolastica ai bambini di Adro e attacca i politici



Un anonimo (per scelta) imprenditore di Adro,
in provincia di Brescia, ha saldato il debito
contratto da alcune famiglie del paese
con la mensa della scuola che era costato
l’esclusione di alcuni bambini dai pasti.
L’imprenditore ha scritto una lettera nella
quale critica i suoi concittadini e soprattutto la politica.

«Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi
ma un infinito patrimonio di dignità.
Ho vissuto i miei primi anni di vita
in una cascina come quella del film
'L’albero degli zoccoli’. Ho studiato molto e oggi
ho ancora intatto tutto il patrimonio
di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi
per vivere bene. È per questi motivi
che ho deciso di rilevare il debito dei
genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica».


fonte
http://www.buonenotizie.it/2010/04/13/benefattore-anonimo-paga-la-mensa-scola
stica-ai-bambini-di-adro-e-attacca-i-politici/

sabato 29 maggio 2010

Stipendi e privilegi dei politici italiani PARTE SECONDA



Dopo il mio post di due anni fa in merito all' aumento
di stipendio dei parlamentari ( "I Privilegi del ceto politico - Il XXI Secolo " )
ritorno a parlare del medesimo argomento ma snocciolando
solo dati numerici.
Il commento ormai su argomenti politici è pressochè INUTILE.


Alcuni stipendi mensili dei politici italiani, e tra parentesi
a quanto ammonterebbe il 5% dello stesso, ovvero la cifra
che verrebbe detratta dal suo stipendio in base all' iniziativa nata
dal ministro Calderoli di ridurre gli stipendi dei politici del 5%.

  • DEPUTATO 15.157,72 € ( 757,89 € )
  • SENATORE 13.011 € ( 650,55 € )
  • MINISTRO 17.079 € ( 853,96 € )
Certo che un ministro che rinuncerebbe di ottocento euro
su diciasette mila guadagnati è davvero una barzelletta.

Alla retribuzione inoltre, si aggiunge
L' Assegno di fine mandato
( ovvero l' 80% dell' indennità mensile lorda
per ogni anno di mandato svolto ):
un politico con lo stipendio mensile di 20.000 €
al mese rimasto in carica per 4 anni,
a fine mandato riceverà 64.000 € ( 16.000 € per 4 anni )
e anche l' assurdo dell' assurdità assoluta:
il RIMBORSO SPESE SANITARIE, nonostante queste siano
GRATUITE e quindi pagate da noi cittadini anzichè dal politico
che usufruisce della spesa sanitaria.

Privilegi GRATUITI
  • TELEFONO CELLULARE gratis
  • TESSERA DEL CINEMA gratis
  • TESSERA TEATRO gratis
  • TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
  • FRANCOBOLLI gratis
  • VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
  • CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
  • PISCINE E PALESTRE gratis
  • FS gratis
  • AEREO DI STATO gratis
  • AMBASCIATE gratis
  • CLINICHE gratis
  • ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
  • ASSICURAZIONE MORTE gratis
  • AUTO BLU CON AUTISTA gratis
  • RISTORANTE gratis
Stipendi annuali dei deputati in alcuni Paesi europei
  • ITALIA 144.084 €
  • Austria 106.583
  • Olanda 86.125
  • Germania 84.108
  • Gran Bretagna 81.600
  • Francia 62.779
  • Portogallo 41.387
  • Spagna 35.051
  • Repubblica Ceca 24.180
  • Polonia 7.370
  • ecc...

fonte ( Il Foglio - Anno XV N. 121 )

sabato 22 maggio 2010

La dittatura del Governo Berlusconi: religione obbligatoria, scrittori imbavagliati e riduzione fasulla degli stipendi dei politici



Svenarsi per parlare di politica e dei provvedimenti del governo
è solo uno spreco di tempo, eppure c'è tantissima gente che se ne
sbatte di ciò che sta accadendo in Italia negli ultimi anni.

Hanno paragonato l' Italia alla Cina e Paesi del sud America
( ove vige in ognuno di essi una dittatura
dove i cittadini valgono poco o addirittura niente ), e si sono
meravigliati in senso negativo dei provvedimenti politici.

IL PROBLEMA DELLE INTERCETTAZIONI
Come ultima notizia c'è stato lo stupore del sottosegretario
al Dipartimento di Giustizia U.S.A. con delega alla criminalità
organizzata Lanny A. Brauer sull' idea del governo italiano
di punire chi pubblica i testi di intercettazioni
"Non vorremmo mai che succedesse qualcosa
che impedisse ai magistrati italiani di fare l'ottimo lavoro
svolto finora: le intercettazioni sono uno strumento essenziale
alle indagini".
Il provvedimento vuole che venga punito addirittura anche l' editore
che pubblica libri che riportino testi di intercettazioni, ma lo stesso
prevede di poter evitare anche la galera pagando ammende vertiginose.
Lo Stato furbo che dall' inghippo intasca quattrini.
Precedentemente il governo Berlusconi volle e impose che le intercettazioni
fossero obbligatoriamente effettuate solo in condizioni specifiche,
ovvero in presenza limpida di reato.
Domanda: se non si effettuano intercettazioni, come si può scoprire
che qualcuno è in reato? Lo si deve chiedere allo spacciatore se spaccia droga
e poi procedere a intercettare le sue telefonate?
E pensare che tutto questo polverone è scoppiato dopo le pubblicazioni
delle conversazioni del premier con le donne ospiti a casa sua, e tutti gli altri
casi riguardanti Berlusconi.
Leggi ad personam?

RIDUZIONE STIPENDI DEI POLITICI
"Riduciamo gli stipendi ai dipendenti pubblici!"
detto da Calderoli fa davvero sperare che qualcuno abbia
ipnotizzato il Parlamento italiano!
Macchè! Intanto si ipotizza la riduzione del 5%, che sono in sostanza
"petecchie".
"Un alto dipendente comunale" - scrive un quotidiano locale,
"rinuncerebbe così a 9.600 euro netti all' anno", che sarebbero
800 euro al mese. Se facciamo due calcoli sapremo che un dipendente
pubblico su 16.000 euro di stipendio mensili, gli 800 tolti sono
spiccioli. Quindi immaginate ai grandi politici del parlamento e senato
quanto sia ancora più piccolo il peso sui loro stipendi.
Forse soluzioni drastiche sarebbero innanzitutto diminuire il numero
dei politici al governo, e poi togliere definitivamente dalle sedie
i grandi mitici Senatori a vita, ovvero coloro che superata la soglia di 80 anni
non hanno neanche il diritto di votare in parlamento.
E quindi a che servono se siedono senza fare in sostanza "un tubo"?
E pensare che di certo al mese non prendono 20mila euro ma moolti
moolti di più...

DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA
La scuola pubblica da anni versa in condizioni pietose,
e il governo pensa bene di aiutarle a crescere tagliando
il numero di docenti. Alle elementari ricordo che in 5 anni
la modalità di voto è cambiata spessissimo, si passava
dai voti a numero a quelli a lettere ( discreto, buono, sufficiente)
e poi di nuovo a numero. Eh già si copiava i beni amati Stati Uniti.
Il numero degli insegnanti era 3, e oggi grazie ai provvedimenti del
ministro Gelmini ce n'è uno solo.
Certo se si devono fare tagli, facciamolo ai posti di lavoro no?
E in ultima news ecco la religione obbligatoria a scuola:
essa farà parte del voto allo scrutinio finale. Bene?
Certo è bellissimo, infatti la libertà dello studente è a ZERO.
Uno studente ateo o di un' altra religione che fa?
Si fa mettere insufficiente a Religione solo perchè non è cattolico?

STERMINIO DI SOLDATI E U.S.A.
In Iraq e nelle zone dove sempre si sente parlare di guerre
in realtà non ci sono vere e proprie guerre. Ci sono i terroristi.
Molti fanno di tutta l' erba un fascio ma in realtà questi sono
come i nazifascisti o gli esponenti delle Br. Non rappresentano
lo Stato, ma gruppi isolati. In medio Oriente molta gente subisce
il potere di questi terroristi e i soldati delle nazioni Europee e degli
USA sono lì per fornire il loro aiuto.
Il problema almeno in Italia è che si piangono i caduti di attentati,
si fanno i funerali in TV, e poi il governo che fa?
Mette su carta l' idea geniale di inviare altri 3000 soldati in estate.
Beh è da ricordare però che questi sanno a cosa vanno incontro
e poi sono volontari,.. volontari che intascano stipendi altissimi.
Rischiando la vita ed essendone consapevoli.
Il Governo Italiano, e soprattutto il premier si inchina e cerca
sempre di esser vicino alle idee degli Stati Uniti, isolando perfino
i propri membri del Governo in amore degli States così come accadde
a Bertolaso durante la visita ad Haiti dopo il terremoto.
Il ministro evidenziò la scarsità ed incompetenza dei soldati americani
nel fornire aiuto agli haitiani ( Le Verità di Bertolaso VS Berlusconi ).

IL FUTURO?
Non si sa quanto peggiorerà l' Italia, grazie anche alla crisi il cui Governo
esclude insistentemente che sia ancora in atto, ma comunque sia
le cose cambieranno solo quando gli italiani si ribelleranno.
In Grecia tutti i cittadini hanno chiuso negozi, attività e mezzi pubblici
e sono scesi tutti tutti in piazza. In Germania per protestare contro
la costruzione di centrali nucleari, la gente ha creato una catena umana
lunga 120 KM.
In Italia ce le sognamo queste grandi proteste.



Articolo di Lapenna Daniele

domenica 16 maggio 2010

Lo strano caso della donna con un seno gigante Una ragazza peruviana affetta da ginecomastia bilaterale




Durante la gravidanza il seno aumenta di volume
in modo del tutto naturale.
Ma in un caso assolutamente unico, il seno è aumentato
in modo così spropositato da impedire alla giovane
peruviana Julia Manihuari – 29 anni e
tre figli – di muoversi, alzarsi dal letto,camminare.
Si chiama ginecomastia bilaterale ed è una vera e propria
malattia che fa aumentare il seno progressivamente
e inesorabilmente fino ad impedire qualsiasi movimento.

La giovane neo-mamma abita in un remoto paesino
del Perù settentrionale e il suo seno l’ha costretta
a letto per ben sei mesi:
il mio seno era talmente pesante che arrivava
fino alle gambe, la pelle era lacerata ed era
impossibile compiere qualsiasi azione quotidiana”,
ha dichiarato la giovane mamma.

I media locali hanno contribuito ad avviare una
campagna di sensibilizzazione che ha permesso di
raccogliere i soldi per trasferire Julia in ospedale, con
un viaggio lungo il fiume durato tre ore.

Lì è stata sottoposta a un complesso intervento:
i chirurghi sono riusciti a toglierle 16 chili di carne
che si erano accumulati nel seno e si sono mossi
con grande prudenza perché il rischio di
danneggiare i polmoni era piuttosto alto.

fonte
http://news.paginemediche.it/it/231/la-mela-del-giorno/medicina-generale/deta


il_132698_lo-strano-caso-della-donna-con-un-seno-gigante.aspx?c1=50

Parla Omar Bin Laden,figlio del capo di Al Qaeda "Non so dove sia, ma mio padre è vivo"



Non vede suo padre dall'inizio del 2001 quando,
non senza rancore, si salutarono in Afghanistan.
Eppure è certo che sia vivo: lo sa dai nastri con la sua
voce, che ha potuto ascoltare a più riprese.

Omar Bin Laden, 28 anni, quarto figlio maschio di Osama e,
per sua stessa ammissione, suo erede designato,
è il più ribelle dei membri della famiglia del leader
di Al Qaeda. In contemporanea con l'uscita europea
di "Growing Up Bin Laden", il libro in cui racconta la
vita con il padre in Arabia Saudita, Sudan e Afghanistan,
la loro rottura e i suoi sogni di pace,
Omar racconta a Repubblica chi è suo padre,
perché è certo che sia vivo (nonostante non ne abbia
notizie dal 2001) e come abbia tradito i suoi desideri,
voltandogli le spalle e fuggendo dall'Afghanistan
pochi mesi prima dell'11 settembre.

Il colloquio è stato condotto via telefono e e-mail:
per Bin Laden jr. viaggiare in Europa è complesso,
e lo stato del Golfo dove da qualche mese vive non
gradisce troppa pubblicità legata al suo nome.

"Voglio cominciare dicendo che sono fiero del mio cognome
- spiega Omar - Se ho scelto di parlare e di scrivere un
libro è perché su di noi sono state dette molte cose false:
e io volevo ristabilire la verità. La mia famiglia ha fatto
molte cose buone al mondo: mio nonno era un grande uomo".

Non altrettanto dice del padre: nel suo libro,
Bin Laden jr. racconta di un uomo spesso assente
e costantemente impegnato in questioni importantissime,
della vita austera condotta dalla famiglia in Arabia Saudita
e Sudan prima e in Afghanistan poi, dei divieti imposti
in nome della segretezza e della sicurezza.
E di se stesso, ragazzino che, per conquistare l'affetto
del padre, si ritagliò il ruolo di leader dei suoi
18 fra fratelli e sorelle
. Divenendo così l'erede
designato di quei grandi progetti a cui Osama lavorava da sempre.

Fino al giorno, pochi mesi prima dell'11 settembre,
in cui disse no, cambiando il suo destino:

"Mio padre convocò tutti noi fratelli e ci disse che
c'era un foglio in moschea. Tutti quelli di noi che
volevano combattere per l'Islam e morire in suo
nome dovevano scrivere il loro nome. Nessuno di noi
espresse il suo interesse, a parte uno dei mie fratelli
più giovani, che non sapeva neanche di cosa parlassimo.
Fu uno shock".

Pochi mesi dopo, lo strappo si consumò definitivamente:

"Volevo una vita normale, avere amici, andare a scuola:
sin da adolescente avevo capito che la vita con mio
padre non sarebbe mai stata quello che volevo.
Tutto era sempre terribilmente serio con lui,
tutto era una questione di vita o di morte.
Gli chiesi di andare via, di raggiungere mia madre:
all'inizio non voleva, alla fine mi disse solo che era
una questione fra me e Dio".

Il sorriso enigmatico e la freddezza con cui lo salutò
sono gli ultimi ricordi che Omar ha del padre.

Pochi mesi dopo venne l'11 settembre, lo shock,
il desiderio di negare tutto: che fosse colpa di suo padre,
fosse lui la mente dietro quella strage.
"L'ho sperato a lungo", confessa oggi.

Dal giorno degli attentati negli Stati Uniti, ogni contatto
fra il capofamiglia e i suoi è interrotto.

"Nessuno di noi lo ha mai più sentito.
Ma io sono certo che è vivo: ho sentito la sua voce
in diverse registrazioni che parlano di eventi
che stanno succedendo ora".

Omar nega di avere qualche idea sul nascondiglio del padre:

"Non lo so io e non lo sanno i miei fratelli e le mie sorelle.
Chi dice di sapere dove si nasconde lo fa per scopi precisi,
per i suoi interessi: si dicono molte cose strane
quando si parla di lui"
,afferma con decisione.Poi però ammette:
"Anche se sapessi dove si trova non lo direi.
È sempre mio padre: anche se non condivido
le sue scelte continuo ad amarlo".

Oggi Omar è un uomo complesso:
dopo anni di semi-reclusione auto-imposta,
fra Damasco e Gedda, è diventato una sorta
di personaggio pubblico, con tanto di intervista
di copertina su Rolling Stone, qualche mese fa.
Il cambiamento si deve al matrimonio con la chiacchierata
Zaina, una donna inglese che ha quasi il doppio della sua
età ed è già stata sposata diverse volte: i due si sono
incontrati al Cairo e si sono sposati quasi subito.
Da allora lei è la sua agente e la sua porta verso il mondo:
con lei Omar deciderà se e come impegnarsi sul serio nella
vita pubblica, magari in politica:
"Se l'opportunità giusta arriverà
la prenderò in considerazione.
Per me è triste sentire che tante azioni violente
vengono compiute nel nome dei Bin Laden:
ho scritto il libro anche per prendere le distanze
dalla violenza, quella di mio padre come quella
dell'Occidente.
Quello che voglio oggi è aiutare la gente e vivere come una persona normale"
.


fonte
http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/16/news/figlio_bin_laden-4100206/

giovedì 6 maggio 2010

Catanzaro, 21enne uccide la madre con un forchettone



Ha ucciso la madre colpendola con un arma da taglio,
probabilmente un forchettone, al termine di una lite.
La tragedia è avvenuta ieri intorno alle 23 in un'abitazione
di Catanzaro Lido.
Il ragazzo, 21 anni, ha dapprima litigato
con un coetaneo fuori casa, dandogli una testata.
Poi è rientrato e avrebbe avuto una discussione
con la madre,53enne, insegnante.
Quindi, mentre il padre si era allontanato,
l'avrebbe colpita più volte probabilmente
in preda a un raptus con un attrezzo affilato trovato in cucina.
Sul posto sono giunti i carabinieri che hanno ricostruito
la dinamica e arrestato il giovane.

fonte
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=59890

Caserta, cani picchiati e avvelenati - Video choc



Pierangelo Fontana, presidente dell’associazione
in difesa degli animali,ha denunciato
l’ennesimo atto – scempio di abuso contro gli
animali. In località “Sistoriccio
nella campagna di Alife ( parco del maltese ),
zona periferica della città dove vi é appunto
un’ampia distesa di campagna e di verde,
da qualche giorno sono stati avvelenati
e strangolati alcuni cani randagi che
l’animalista Fontana aveva individuato
sul posto e che si stava prodigando per portare
a queste bestiole un pò di sollievo.

In questo video di denuncia, che documenta
la morte delle povere bestiole il Fontana,
oltre a spiegare come si sono svolti i fatti
dello scempio, lancia l’appello alle Istituzioni
locali:

"E’ ora che si trovi una soluzione al fenomeni
del randagismo. Alife é piena di cani randagi,
portarli al canile non é una soluzione giusta
che non aiuta a risolvere affatto il problema.
Bisogna attivare sul posto un rifugio per
animali abbandonati. La zona periferica di Alife
può ospitare un rifugio perché il territorio

é formato da una vasta campagna.
Questa soluzione non solo risolverebbe
il problema, ma sarebbe anche un’ottima
fonte di guadagno perché consentirebbe
di togliere dalla strada, giovani in cerca
di occupazione, ma anche i commercianti locali
ne andrebbero a guadagnare. Tutti i soldi
che si spendono per mandare i cani ai canili
(pessissima soluzione) dei paesi confinanti,
sono soldi tolti all’economia del paese stesso.
Mi auguro- e termina il Fontana- che ci sia
maggior impegno da parte delle istituzioni
competenti ed una tempestiva risoluzione
a questo problema, per non essere più costretti
ad assistere a scene di violenza e di abuso sugli
animali come appunto quella odierna".


fonte
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=59880

martedì 4 maggio 2010

Vorrei pubblicare un libro.Ci riuscirò? Lo scrittore venditore e le Case Editrici in difficoltà




"Amo scrivere. Vorrei pubblicare un libro"
Quanti di voi l' avranno detto o almeno
pensato?

Grazie, o meglio 'per colpa' di internet
la vendita di CD, libri e quant' altro
è scesa di parecchio visto che ci sono
altri sistemi gratutiti per procurarsi
ciò che si desidera.
Anche se il peso ricade sullo scarso
acquisto da parte degli italiani nell' articolo
'libro', preferendo un i-pod, un vestito di marca,
o un cellulare touch screen.
Basta mettersi nei panni di uno scrittore
( esordiente e non privilegiato economicamente )
che vorrebbe pubblicare un libro per capire
quanto sia difficile vedere realizzato questo
sogno.

Usiamo degli esempi a grandi linee per capire bene.
Io scrittore dopo aver steso un romanzo decido
di contattare un Editore per proporre la sua pubblicazione.
Se abbiamo scritto delle poesie, la difficoltà
è enorme, visto che si tratta di un genere
'bestia nera' degli Editori. Gli argomenti più
vendibili trattano di argomenti politici, sesso,
dei personaggi famosi e quelli di pubblica utilità
come di cucina.

Mettiamo che il prezzo stabilito del libro sia 10 euro,
e che l' Editore dia come percentuale di guadagno
allo scrittore il 10%.
Quindi per ogni libro venduto il guadagno dello
scrittore è di 1 euro ( il 10% di 10 euro ).
All' Editore in genere va, del restante 90%
del guadagno di un libro, circa la metà (mettiamo 50%).
L' Editore quindi per ogni libro intascherà
5 euro.
Il problema dell' Editore sta nel riuscire
a coprire le spese sostenute ( ufficio stampa,
presentazioni e pubblicità varie ).
E' ovvio che se ad esempio si spendano 100 euro
per pubblicare una copia di un libro,
per non perdere soldi l' Editore deve guadagnarne
almeno 101 euro.

Io personalmente contattai delle case Editrici,
e visto il genere di cui mi occupo ( poesie, tiè!)
mi hanno chiesto gentilmente "un contributo spese
da parte dell' autore". L' Editore chiede
all' autore di comprare le copie invendute
poichè se non vengono vendute, questi
ha speso denaro più di quanto ne abbia guadagnato.
Bene.Anzi male!
Ti possono chiedere chessò, un 3000 euro,
in modo da coprire i costi,dacchè non sempre un libro
sfonda, non siamo mica tutti dei Dan Brown!
Chi ha denaro ci prova.
Poi se vende un paio di libri,l' autore deve comprarsi
le copie invendute e venderle per strada (?).

Beh certo che se il libro è scarso, l' Editore ci perde!
Mentre l' autore può vendersi le copie
invendute privatamente. Farà il venditore abusivo?

La vendita di libri e di giornali è scesa parecchio
negli ultimi anni a causa della diffusione di
connessione internet per tutti. Nel nostro Paese
forse non tutto è ancora perduto, perchè se da un
lato il basso uso di internet degli italiani
in confronto agli altri Paesi dell' Unione Europea
rappresenta un dato negativo, dall' altro invece
può esser positivo. Ad esempio per chi scrive
e ama scrivere ancora su carta.
Il fascino di sfogliare le pagine e sentire
l' odore di un giornale nuovo non si può
comparare con le news lette sui siti web.

Datemi dell' antiquato, ma una collezione
di Topolino dagli anni '90 è meglio di una
chiave Usb con sopra tutte le copie
del giornalino di tutto il mondo.

Governo Berlusconi,Decreto anti-YouTube: il Time paragona l'Italia alla Cina



In dettaglio il decreto del gennaio 2010
ad personam dittatorio del governo berlusconi

ai danni degli utenti web, contro Youtube e chiunque
pubblichi materiale su web anche non a scopi economici.


L’ennesimo tentativo del governo di controllare
il web è celato nel nuovo decreto legislativo
sulla tv, chiamato anche “decreto Romani
e definito dalla stampa estera decreto “anti-YouTube”.
Si tratta di un decreto legislativo
(che in quanto tale elude il controllo
da parte del parlamento) con il quale
l’Italia dovrebbe recepire una direttiva
europea nota come AVMS (Audiovisual Media Services)
secondo cui le emittenti televisive,
siano esse trasmesse via satellite,via etere
o tramite il web, devono essere sottoposte
allo stesso regime giuridico.
Fin qui nulla di strano, si tratta di una
direttiva comunitaria alla quale il governo
italiano deve obbligatoriamente dare attuazione.

Se non fosse che, nel testo del decreto,
è stata volutamente “gonfiata
la definizione di fornitori di
“servizi media audiovisivi” in modo che essa
possa ricomprendere tutti i portali web,
grandi e piccoli, che pubblicano materiale audiovisivo,
nonché gli aggregatori di prodotti audiovisivi
realizzati da terzi, proprio come YouTube,
o i social network che permettono la pubblicazione
e la condivisione di video.

LEGGE AD PERSONAM
Ogni utente del web, che sia un blogger
o un professionista del settore, corre dunque
il rischio di essere chiamato
a rispondere a titolo di responsabilità editoriale
per il solo fatto di aver pubblicato
o condiviso video sulla rete.

Che quella del governo sia una forzatura è palese,
visto che la stessa direttiva europea chiarisce
che la suddetta regolamentazione
non dovrebbe comprendere le attività precipuamente
non economiche e che non sono in concorrenza
con la radiodiffusione televisiva, quali i siti
internet privati e i servizi consistenti nella
fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi
generati da utenti privati a fini di condivisione
o di scambio nell’ambito di comunità di interesse“,
mentre il testo del decreto specifica che vi rientrano
i servizi, anche veicolati mediante siti internet,
che comportano la fornitura o la messa a disposizione
di immagini animate, sonore e non, nei quali
il contenuto audiovisivo non abbia carattere
meramente incidentale”.

Il tutto è infarcito dalla solita normativa
ad personam ed in pieno conflitto di interessi.
Il decreto infatti introduce anche alcune modifiche
all’attuale gestione delle pubblicità sui canali
pay per view riducendo gli spazi pubblicitari
su Sky (dal 18 al 12%)
raddoppiando quelli di Mediaset
(dal 6 al 12%).
Inoltre, si cancella di colpo l’istruttoria
Agcom che riguarda il superamento della quota
del 20% dei programmi Mediaset sul digitale,
semplicemente considerando alcuni canali Mediaset,
come quelli premium e i “+1” non facenti parte
della quota da far rientrare nel limite del 20%.

Anche Google (il suo YouTube è già in causa
con Mediaset che ha chiesto mezzo miliardo
di euro di risarcimento danni per pirateria)
ha preso le distanze dal decreto Romani;
secondo Marco Pancini, dirigente di Google Italia,
sottoporre internet alle regole della tv
significherebbe conferire ai provider
"le stesse responsabilità delle emittenti televisive,
solo che queste si occupano direttamente dei contenuti,
mentre YouTube si limita a mettere a disposizione
le proprie piattaforme agli utenti”.
Dello stesso avviso è l’Associazione italiana
degli Internet provider:
questa normativa non ha senso
-afferma il presidente Dario Denni-
è come se si assegnasse alla società che gestisce
la manutenzione della autostrade la responsabilità
per quello che fanno gli automobilisti”.

Intanto il “Time” ha provocatoriamente
(e neanche tanto) paragonato alla vicenda
“Google Cina” questo tentativo di censura
da parte del governo Berlusconi.

fonte
http://www.giornalisticamente.it/index.php?option=com_content&view=article&id
=332:arriva-il-decreto-anti-youtube-il-time-paragona-litalia-alla-cina&catid=
35:top-politica&Itemid=57

Scritto da Sergio Di Mariano

L' articolo pubblicato dopo la proposta del decreto
a inizio 2010