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lunedì 19 aprile 2010

Fiction e libri sulla mafia sono veramente una cattiva pubblicità sull' Italia?



Roberto Saviano risponde alle dure e ignobili
parole di Berlusconi
contro i libri e fiction sulla mafia.

"GOMORRA SPOT PER MAFIE"
Le parole del presidente del consiglio Berlusconi:
«La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo,
ma guarda caso è quella più conosciuta,
perchè c'è stato un supporto promozionale
che l'ha portata ad essere un elemento
molto negativo di giudizio per il nostro paese.
Ricordiamoci le otto serie della
'Piovrà programmate dalle tv
di 160 paesi nel mondo e tutta la letteratura
in proposito, 'Gomorrà e il resto...».

ALTRI ATTACCHI A PIOVRA E FICTION DI BERLUSCONI
Non è la prima volta che il premier Silvio Berlusconi
prende di mira le fiction e i libri sulla mafia,
accusate di diffondere un'immagine negativa del Paese.

Il 28 novembre 2009 il presidente del Consiglio
si sfoga davanti ai giovani del Pdl in un convegno
ad Olbia: prima bolla come infondate le indiscrezioni
di stampa su un'iscrizione, per lui e Marcello Dell'Utri,
nel registro degli indagati dell'inchiesta riaperta
a Firenze sulle stragi di mafia del '93,
poi arriva l'attacco alla più famosa serie su Cosa Nostra:

«Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra
e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno
fare una bella figura lo strozzo
».

Reagiscono indignati gli autori, Michele Placido,
interprete del commissario Cattani e l'opposizione.
Il 28 gennaio di quest'anno il premier, nel corso
di una conferenza stampa organizzata a Reggio Calabria
anche per rivendicare i successi del governo nella
battaglia contro la mafia, torna sul concetto:

«Spero che questa brutta abitudine di fare fiction
sulla mafia finisca. Queste fiction hanno danneggiato
l'immagine del Paese», dice il premier.
Anche in quel caso l'affermazione non trova
un grande seguito.

LETTERA SI ROBERTO SAVIANO AL PREMIER BERLUSCONI

Così lo scrittore Roberto Saviano,
in una lettera pubblicata su 'la Repubblica',
si rivolge al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

«Chiederei di porgere le sue scuse non a me,
ma ai parenti delle vittime di tutti coloro
che sono caduti raccontando.
Accusare chi racconta il potere della criminalità
organizzata di fare cattiva pubblicità al paese
non è un modo per migliorare l'immagine italiana
quanto piuttosto per isolare chi lo fa.
Raccontare è il modo per innescare il cambiamento.
Questa è l'unica strada per dimostrare che siamo
il paese di Giovanni Falcone, di Don Peppe Diana,
e non il paese di Totò Riina e di Schiavone Sandokan.

«Eppure la sua non è un'accusa nuova.
Anche molte personalità del centrosinistra campano,
quando uscì il libro, dissero che avevo diffamato
il rinascimento napoletano, che mi ero fatto pubblicità,
che la mia era semplicemente un'insana voglia di apparire».

«Credo che nella battaglia antimafia non ci sia
una destra o una sinistra. Credo semplicemente
che ci sia un movimento culturale e morale
al quale aspirare. Io continuerò a parlare a tutti,
qualunque sarà il credo politico, anche e soprattutto
ai suoi elettori, Presidente: molti di loro, credo,
saranno rimasti sbigottiti e indignati dalle sue parole.
Chiedo ai suoi elettori, chiedo agli elettori del Pdl,
di aiutarla a smentire le sue parole.
È l'unico modo per ridare la giusta direzione
alla lotta alla mafia
».

Lo scrittore mette in discussione anche la collaborazione
con la Mondadori.
«Io sono un autore che ha pubblicato i suoi libri
per Mondadori ed Enaudi, entrambe case editrici
di proprietà della sua famiglia. Ho sempre pensato
che la storia partita da molto lontano della Mondadori
fosse pienamente in linea per accettare un tipo
di narrazioni come la mia, pensavo che avesse
gli strumenti per convalidare anche posizioni forti,
correnti di pensiero diverse.
Dopo le sue parole non so se sarà più così».

fonte
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=56873



Ricordiamo che Roberto Saviano vive da anni sotto scorta.

A mio parere mi sembrano assurde le parole
di Berlusconi. Fuori luogo.
Ricordiamoci che ha intascato un malloppo di denaro
grazie ai libri e fiction trasmessi in tutto il mondo.

Quindi che fa?
Prima intasca i soldi per i diritti

e poi li attacca?

Cos' è ha finito i soldi accumulati con la messa in onda
di queste serie TV e la pubblicazione di questi libri??

E comunque pensandoci, noi scrittori di articoli,
di post sui blog, di commenti su gruppi di Facebook
facciamo il gioco del presidente del consiglio,
parliamo di ciò che dice rendendolo
più famoso e visibile in tutto il mondo.
Forse queste frasi ignobili servono solo a questo,
farsi pubblicità e vedere parlare di sè.

EGOCENTRISMO allo stato puro.
E tutto grazie a noi stupidi che ne parliamo!

Acciderboli sono stupido pure io!!

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