lunedì 28 settembre 2009

Non pagheremo più il canone Rai ? Risposta alla mia domanda inviata al mensile Focus



Settimane fa ho inviato una mail al mensile Focus per porre
una domanda in merito al pagamento del canone rai dopo il passaggio
al segnale digitale.

La mia domanda è stata pubblicata sul mensile di questo mese
Focus N°204 Ottobre 2009 che trovate in edicola.

Come leggerete ho chiesto perchè bisogna pagare il canone rai
( per chi lo paga ) se dopo lo switch-off nessun canale sarà più visibile.
Ebbene, per chi si è già visto oscurare Rai2, può chiedere il risarcimento
del canone di un terzo del totale a meno che ovviamente non abbia comprato
già il decoder e quindi non può usufruire di questo risarcimento
visto che col decoder è possibile vedere tutti i canali Rai.

Sul sito del codacons vi è la notizia e anche il link al modulo da scaricare.

Non sono soddisfatto di questo perchè comunque via satellite la Rai e Mediaset
oscurano i canali quando trasmettono film o serie in prima TV, ma
comunque sia è già un passo avanti per il nostro arretrato Paese..

lunedì 7 settembre 2009

Sei anche tu malato di Internet ?




I sintomi per scoprire in anticipo
se la passione sta diventando patologia


Ha solo 12 anni, ma a Pechino è stato ricoverato
a forza e sottoposto alla tortura dell’elettroshock:
così i medici sono convinti di rimettergli
la mente a posto e scongiurare il suo non invidiabile record:
4 giorni consecutivi appallottolato in un cybercafé,
perpetuamente connesso, senza quasi toccare
cibo e acqua.
Volete sapere come si diventa drogati di Internet?

Sono milioni gli orientali e gli occidentali
che hanno trasformato Facebook, Myspace, Youtube
e Twitter in un’ossessione, prima,
e in una forma di dipendenza, poi, e ora
un centro specializzato americano di Seattle
- battezzato «ReSTART» - ha elaborato la lista
definitiva dei sintomi per capire se si è individui
a rischio o si è già prigionieri delle sirene virtuali.

Ecco le
11 manifestazioni di incipiente follia
,
elaborate dal direttore della società, Hilarie Cash.

  • Si naviga nel proprio sito preferito per contrastare lo stress e sentirsi un po’ meglio.
  • Giorno dopo giorno si passa sempre più tempo online, in un crescendo innaturale.
  • L’umore non è quello solito, ma gli attacchi di rabbia diventano standard.
  • Addio affetti e amici: li si trascura per stare incollati al pc.
  • Non c’è attività capace di emozionare che non sia una di quelle provenienti dal Web.
  • Si mente spudoratamente sul numero dei clic con cui si guarda il video preferito o del tempo trascorso on-line.
  • «Navigare» diventa la scusa per mettere in secondo piano i compiti scolastici o le responsabilità di lavoro.
  • Il pensiero corre sempre alle tentazioni del cybermondo, anche quando ci si dovrebbe concentrare su altro.
  • Cresce il macigno dei sensi di colpa, perfino la vergogna, quando si è online e non si riesce a smettere.
  • Si dorme sempre meno, perché la notte si tramuta nel momento magico delle evasioni internettiane.
  • E, infine, insonnia a parte, ultimo indizio, che è un concentrato di segni psicosomatici.
Può succedere di vedere se stessi in rapida e incontrollabile mutazione:
bruschi cambiamenti in su o in giù di peso,
emicranie via via più frequenti, dolori da mouse alla mano e al braccio.

Spiega Hilarie Cash che gli sfortunati
che si identificano in tre dei sintomi sono in pericolo,
sull’orlo del vulcano.
A cinque si è già drogati.
Oltre questa soglia è necessario chiedere subito aiuto.

Internet - suggeriscono gli esperti - è come il cibo:
nel XXI secolo non se ne può fare a meno,
ma è essenziale seguire un regime controllato,
evitando bulimie da tastiera.
Altrimenti si scatena la dipendenza.
I drogati di Web, infatti, scintillano per creatività.
Gli universi virtuali esaltano esponenzialmente il loro ego malato,
tanto che un filo conduttore delle follie online
è proprio l’«egosurfing»: ogni occasione
è buona per raccontarsi ed esibirsi.

Il social networking è l’alibi di queste
tentazioni egocentriche, che si manifestano
con sindromi ormai codificate dagli psicologi
come «narcisimo da Youtube»
(diffondendo sistematicamente video sulla propria vita),
«crackberry» (che impone di controllare la mail
compulsivamente e inviare mail a raffica)
e «blogstreaking» (gli sfrontati spogliarelli
psicologici su qualunque blog).

Manie di protagonismo
E’ la stessa mania di protagonismo
alla base del successo planetario di Wikipedia,
che, periodicamente quanto inutilmente,
si vorrebbe mettere sotto controllo,
scoraggiando le centinaia e centinaia di migliaia
di volontari dal preparare e completare le voci
di un’enciclopedia potenzialmente infinita.

La cyberdipendenza è una sola,
ma le cybermalattie sono esplosioni inarrestabili
di fantasia. Internet gioca con il nostro Io.
Sempre. Chi lo sa meglio dei cybercondriaci,
costretti a passare da un sito all’altro
per decifrare sintomi immaginari
e confezionarsi diagnosi deliranti?


Fonte
GABRIELE BECCARIA
http://www.lastampa.it