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giovedì 29 gennaio 2009

Bonus famiglia : beneficio fino a 1000 euro



Se la Social Card risulta per molti un' inutile aiuto
dacchè difficile da richiedere per anziani soli e con un
beneficio di pochi euro, per quanto riguarda il bonus famiglia
forse un vantaggio per le famiglie italiane c'è.

Il modulo lo trovate scaricabile al sito dell' Agenzia delle Entrate
oppure direttamente da qui

I beneficiari del bonus straordinario per le famiglie a basso reddito
sono gli anziani pensionati e le famiglie con redditi bassi e
precisamente:

euro 200,00
nei confronti dei soggetti titolari di reddito di pensione
ed unici componenti del nucleo familiare,
qualora il reddito complessivo non sia superiore ad euro 15.000,00;
euro 300,00 per il nucleo familiare di due componenti,
qualora il reddito complessivo
familiare non sia superiore ad euro 17.000,00;
euro 450,00 per il nucleo familiare di tre componenti,
qualora il reddito complessivo familiare
non sia superiore ad euro 17.000,00;
euro 500,00 per il nucleo familiare di quattro componenti,
qualora il reddito complessivo
familiare non sia superiore ad euro 20.000,00;
euro 600,00 per il nucleo familiare di cinque componenti,
qualora il reddito complessivo
familiare non sia superiore ad euro 20.000,00;
euro 1.000,00 per il nucleo familiare di oltre cinque componenti,
qualora il reddito complessivo
familiare non sia superiore ad euro 22.000,00;
Premessa
1
MODELLO PER LA RICHIESTA
AL SOSTITUTO D’IMPOSTA E AGLI ENTI PENSIONISTICI
DEL BONUS STRAORDINARIO PER FAMIGLIE,
LAVORATORI, PENSIONATI E NON AUTOSUFFICIENZA
(art. 1 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185)
euro 1.000,00 per il nucleo familiare in cui vi siano figli
a carico del richiedente portatori di handicap
ai sensi dell’art. 3 comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
qualora il reddito complessivo familiare
non sia superiore ad euro 35.000,00.

Dettagli sul Bonus Famiglia

Telecom paga i disservizi

Ora il cliente sarà risarcito
Guasti, ritardi, visite mancate: per la prima volta la compagnia prevede
indennizzi nella sua carta dei servizi. E i concorrenti non stanno a guardare


TELECOM Italia dà un appuntamento e poi lo manca?
Fa penare per tanti giorni senza telefono, senza Adsl? Adesso l'utente ha diritto a un rimborso.
È la novità principale della Carta dei servizi Telecom, appena aggiornata.
Prevede indennizzi nel caso di impegni non rispettati dall'operatore.
Scatta un rimborso pari al 50 per cento del canone della linea telefonica, per ogni giorno di ritardo, se Telecom non ripara la linea nei tempi previsti
(massimo 48 ore dalla segnalazione) o se manca l'appuntamento per l'installazione a domicilio
del telefono (entro 10 dieci giorni) o dell'Adsl, per esempio.
Il rimborso scatta in automatico per ritardi sugli appuntamenti.
Avviene su richiesta degli utenti negli altri casi, tra i quali sono menzionati, nella Carta, anche i ritardi nel cambio del numero del telefono.

Insomma, arriva per la prima volta un'ampia casistica di mancanze dell'operatore che danno diritto a un rimborso rapido. Senza bisogno che l'utente, per ottenere un indennizzo, sia costretto a fare guerra all'operatore, tramite gli organismi competenti. Nei casi in cui i disservizi arrechino un danno superiore al rimborso stabilito da Telecom, resta comunque possibile aprire un contenzioso, come previsto da Agcom.

Non deve comunque stupire questa concessione di Telecom:
i tempi sono cambiati e ormai le tocca coccolare il cliente. Cresce il numero di quelli che abbandonano il fisso (ora il 25 per cento delle famiglie) per fare tutto con il cellulare o con il VoIP. La stessa Telecom ha accettato di cavalcare la tendenza, con offerte come Alice Casa e Tim Adsl.

È in vista inoltre un aumento del canone Telecom, probabilmente da febbraio:
un rincaro di 1,26 euro al mese più Iva (Agcom è prossima a darvi il via libera).
Di conseguenza crescerà la voglia di fare a meno della linea fissa. Telecom lo sa e quindi il suo amministratore delegato Franco Bernabé si è già impegnato con le associazioni consumatori e con Agcom per aumentare la qualità del servizio, in cambio di questo rincaro.
La nuova Carta dei servizi è un primo passo in questa direzione.


di ALESSANDRO LONGO
fonte repubblica.it

mercoledì 28 gennaio 2009

Installazione di impianti eolici in Egitto



Il settore elettrico ha dato inizio agli studi per l´installazione
di impianti eolici in tre siti nell´alto Egitto
(governatorati di Beni Suef, Minia e Assiut).
Rilevamenti hanno provato che il vento in questi siti spira ad una velocita´
di oltre 8 metri al secondo.
Tale iniziativa fa parte del piano governativo di produrre
fino a 7500 MW di energia rinnovabile.
Impianti esistenti si trovano nelle zone del Mar Rosso e del Golfo di Suez.
Sono in corso i lavori per la produzione di 700MW in cooperazione
con Germania e Danimarca nella localita´ di Zaafarana, sul Mar Rosso.

http://www.etribuna.com

domenica 11 gennaio 2009

Canone Rai: una tassa assurda, per una Legge assurda



107,50 euro.
E' questo il costo del canone rai annuo
del 2009.
Quanti di voi imprecano contro la tv pubblica
e poi filano di corsa a pagare quella tassa
assurda senza esitare?
Quanti di voi non sanno del perchè si paghi
la rai nonostante la si possa vedere
ovunque anche e soprattutto dal satellite
a costo zero?
Quanti voi vogliono sapere come levarsi
sto cavolo di canone?


E' il decreto-legge 2 febbraio 1938 n. 246
( che invito tutti a leggere ) emanata niente di meno
che all' epoca di Mussolini.
La legge prevede che si debba pagare un canone annuo
in quanto si è in possesso di uno o più apparecchi atti
a ricevere radiotrasmissioni. Inizialmente fu solo per la radio,
ma dopo gli anni '50 incluse anche la Tv.
Oggi i programmi Tv e la radio possono esser visti ovunque,
dal cellulare al Pc, infatti la tecnologia si è evoluta
molto più delle leggi italiane, e la rai su questo
corre ai ripari tassando anche chi possiede un PC e non una Tv.

Dichiarazione sostitutiva all' atto di notorietà

La legge è assurda, e la sua applicabilità è un' offesa
alla tecnologia e lo stesso cittadino italiano.
Sul sito http://www.aduc.it
( Associazione per i diritti degli utenti e consumatori )
ci sono molte pagine inerenti l'argomento, dal quale ho
attinto i link messi nel post.

Personalmente ho voluto leggere questa legge e,
arrivato ad un certo punto sono rimasto ALLIBITO.
Vi riporto di seguito gli Articoli 9 e 10
del Regio decreto-legge 2 febbraio 1938 n. 246
ovvero la legge che ci impone di pagare il canone rai:

Articolo 9
L'abbonato alle radioaudizioni e chi, pur non essendo abbonato,
detenga un apparecchio radio-ricevente in prova
ai sensi del successivo art. 16,
come pure chi, avendo regolarmente dato
disdetta dell'abbonamento, detenga l'apparecchio
chiuso in involucro ai sensi del successivo articolo 10,
qualora muti domicilio, residenza od abitazione,
trasportando nel nuovo domicilio,residenza od abitazione l'apparecchio,
deve denunziare, a mezzo di lettera raccomandata
con ricevuta di ritorno, all'Ufficio del Registro presso
il quale è iscritto come abbonato, tale cambiamento,
entro venti giorni dal cambiamento stesso.
Nella denunzia deve essere indicato il numero di ruolo risultante
dal libretto di iscrizione o gli estremi della licenza in prova,
il luogo ove viene trasferito il domicilio, la residenza
e l'abitazione con il relativo indirizzo.

Articolo 10
Ove l'abbonato non intenda o non possa, per qualsiasi ragione,
più usufruire delle radioaudizioni circolari e continui
a detenere l'apparecchio presso di sé, deve presentare
al competente Ufficio del Registro apposita denunzia su carta semplice
non oltre il mese di novembre di ciascun anno, indicando il numero
di iscrizione nel ruolo e specificando il tipo dell'apparecchio
di cui è in possesso, il quale deve essere racchiuso in apposito involucro
in modo da impedirne il funzionamento.
La denunzia deve essere fatta a mezzo di lettera raccomandata
con ricevuta di ritorno.
Alla denunzia l'utente deve unire un vaglia postale
(con modulo in uso per pagamenti di tassa) di L. 50,60,
intestato all'Ufficio del Registro, per spese dell'involucro
su accennato ed accessori (1).

Qualora l'utente intenda cedere o alienare l'apparecchio è del
pari obbligato alla denunzia di cui sopra, nella quale
deve indicare il cognome, nome, paternità e domicilio
del cessionario od acquirente. In questo caso è esonerato
dall'obbligo del pagamento della somma
di L. 50,60 di cui al comma precedente (1).
Qualora l'utente intenda riaprire l'apparecchio già suggellato,
deve fame domanda su carta semplice in triplice esemplare
al competente Ufficio del Registro, con il contemporaneo
pagamento della somma di L. 25,60 da versarsi con vaglia postale
intestato all'Ufficio medesimo.

Personalmente non riesco a commentarlo,
perchè è di una assurdità tale che sprecherei tempo
a descrivere l' Articolo sottolineando le parti
assurde che vi ci sono scritte.
In pratica se non vuoi più pagare il canone,
devi incelofanare TV, radio, PC, cellulari ( se hai un LG
col quale puoi vedere la TV ) e indicare,
nel caso tu voglia vedendere gli apparecchi radiotelevisivi,
il nome, indirizzo dell' acquirente, così che debba pagà lui il canone.
Infatti nell' Articolo 11 vi è spiegato in maniera chiara.
Poi se ci ripensi e vuoi vedere la TV devi comunicarlo a loro.

Il punto è:
negli anni '50 un italiano poteva possedere una TV,
o se era ricco due, e quindi la legge è precisa
e chiara nel momento in cui il cittadino
non intenda più pagare il canone.
Ma oggi??
I segnali televisivi e radiofonici posson esser ricevuti
con una gran quantità di strumenti elettronici,
e quindi il cittadino deve pagare perchè riceve o
può ricevere questi segnali??
Se un cittadino ha solo una radio in casa deve pagare il canone?!?!

Perchè dobbiamo pagare centinaia di euro l'anno
per una legge che parla ancora in LIRE ?!?!!?

L' Articolo 14 è una barzelletta e invito tutti a riderci sopra:

Articolo 14
I turisti e i viaggiatori residenti all'estero che vengono
a soggiornare temporaneamente nel territorio dello Stato,
portando seco un apparecchio portatile, od un apparecchio
sistemato su autovettura, possono ritirare dalla dogana di
transito una apposita licenza di temporanea importazione (1).
Tale licenza viene rilasciata contro pagamento di L. 15
a titolo di abbonamento alle radioaudizioni e previo deposito
dello importo corrispondente al dazio doganale ed alle tasse di radiofonia.


Passiamo ora alle penali per chi non paga il canone:

Articolo 19
Chiunque detenga uno o più apparecchi o altri dispositivi
atti o adattabili alla ricezione delle diffusioni
radiofoniche e televisive senza aver corrisposto
il canone di abbonamento con l'osservanza delle disposizioni,
dei modi e dei termini stabiliti dalle vigenti norme,
è obbligato al pagamento del tributo evaso e della pena
pecuniaria da due a sei volte la misura del canone previsto
per ciascun tipo di utenza, eccezion fatta per quella relativa
all'autoradiotelevisione, per la quale continuano ad applicarsi
le sanzioni stabilite dall'art. 8 della legge 15 dicembre 1967, n. 1235,
le cui misure, sia per il canone che per la tassa di concessione governativa,
sono elevate al doppio per l'autotelevisione ricevente
in bianco e nero e al triplo per quella ricevente a colori (1) (2).


Se avete la lettera Rai con la richiesta del pagamento
del canone 2009 vi invito a leggere il foglio
che di solito vi è allegato, dove ci sono tutti
i dettagli e soprattutto le penali per il
mancato pagamento del canone.

Unirsi tutti insieme per mettere STOP al canone,
una delle tantissime leggi assurde del nostro Paese
che gravano come un macigno sulla schiena di ciascun cittadino italiano.
E' assurdo che l' Italia sia così indietro,
è assurdo che dobbiamo pagare e fare le cose come muli
senza reagire,
è assurdo che lo Stato debba sempre dare un pò di danaro al cittadino
e dall' altro lato levargliene il doppio.
Diciamo STOP al canone rai!
E iniziamo a levarci di dosso questa tassa assurda!

Fonte aduc.it

Ho trovato questo in web che spiega come
levarsi di dosso il canone.

http://www.ciao.it

La disdetta dell'abbonamento è spiegata ovviamente anche
sul sito http://www.abbonamenti.rai.it
e lo riporto di seguito:

La disdetta dell’abbonamento,
si realizza esclusivamente al verificarsi dei seguenti eventi:

  • L’abbonato cede tutti gli apparecchi in suo possesso
    dando esatta comunicazione delle generalita’ e indirizzo
    del nuovo possessore.

  • L’abbonato comunica di non essere piu’ in possesso
    di alcun apparecchio fornendone adeguata comunicazione
    (ad es. per furto o incendio).

    La disdetta dell’abbonamento alla televisione denunciata
    entro il 31 dicembre dispensa dal pagamento del canone
    dal 1 gennaio dell’anno successivo.
    La disdetta dell’abbonamento alla televisione denunciata
    entro il 30 giugno dispensa dal pagamento del canone dal primo luglio.
    Qualora l’abbonato abbia gia’ corrisposto l’intera annualita’
    non e’ previsto per legge chiedere il rimborso.
    Poiche’ il pagamento trimestrale costituisce una rata
    del canone semestrale non e’ possibile dare disdetta
    dell’abbonamento senza aver corrisposto almeno l’importo
    per il semestre.


  • Nel caso che gli abbonati intendano rinunciare all’abbonamento
    senza cedere ad altri i loro apparecchi, devono presentare
    disdetta, entro il 31 dicembre, chiedendo il suggellamento
    degli apparecchi stessi.
  • (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
    La disdetta con richiesta di suggellamento degli apparecchi,
    se presentata entro il 31 Dicembre, dispensa dal pagamento
    del canone dal primo gennaio dell’anno successivo.
    Contemporaneamente all’invio della disdetta gli abbonati
    devono versare all’
    Agenzia delle Entrate - S.A.T. Sportello Abbonamenti TV -
    Ufficio Torino 1 - c.p. 22 – 10121 Torino Vaglia e Risparmi,
    indicando nella causale il numero dell’abbonamento,
    l’importo di € 5,16 per ogni apparecchio da suggellare.
    (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)

    Il suggellamento consiste nel rendere inutilizzabili,
    generalmente mediante chiusura in appositi involucri,
    tutti gli apparecchi posseduti dal titolare dell’abbonamento
    e dagli appartenenti al suo nucleo familiare presso
    qualsiasi luogo di loro residenza o dimora.
    (art. 10 e 12 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)

    mercoledì 7 gennaio 2009

    Artico, i ghiacci sono cresciuti




    NEW YORK
    Nonostante alcune apocalittiche previsioni il livello dei ghiacci
    della Terra è risalito negli ultimi mesi del 2008, chiudendo l’anno
    appena trascorso agli stessi valori del 1979.
    Nei primi mesi del 2008 la superficie ghiacciata aveva subito
    una forte riduzione, tanto che qualcuno aveva predetto
    lo scioglimento totale dei ghiacci artici entro l’anno.
    Secondo i dati del Centro di Ricerca sul Clima Artico dell’Università dell’Illinois
    i territori ghiacciati sono invece aumentati velocemente nei mesi invernali
    riportando i livelli a quelli di 30 anni fa.
    Gli scienziati americani monitorano periodicamente la solidità del ghiaccio
    terrestre attraverso i satelliti.

    Ogni anno milioni di chilometri quadrati di ghiaccio si sciolgono
    e si risolidificano con l’arrivo dell’inverno ma gli scenziati
    non si aspettavano un andamento così improvviso negli ultimi mesi.
    Secondo Bill Chapman, uno dei ricercatori del centro universitario,
    il surgelamento potrebbe essere dovuto alle
    temperature particolarmente rigide
    degli ultimi mesi
    nelle zone artiche. A contribuire al raffreddamento sembra inoltre
    essere stato il calo dei venti che rende più facile la formazione di ghiaccio,
    lasciando uno strato di neve in superfice.

    L’allarme per lo scioglimento improvviso dei ghiacci artici
    aveva spinto nel maggio scorso il governo americano ad aggiungere
    alla lista degli animali in via di estinzione anche l’orso polare,
    che però almeno per qualche mese potrà ancora contare sulle
    sue freddissime distese polari.


    fonte
    lastampa.it

    sabato 3 gennaio 2009

    Luce e gas, raffica di multe alle società



    Questo è un articolo preso dal sito lastampa.it e riprende l' argomento che ho affrontato settimane fa ove sottolineavo le idee astute di Eni Energia che,spacciandosi per Enel e proponendo un "cambio tariffa" invece di chiamarlo "cambio contratto",convinceva gli utenti al telefono a fare una specie di cambio tariffario, facendo invece fare ai poveri utenti un contratto vero e proprio e non un pre-contratto.
    Infatti informandomi son riuscito a sapere da una operatrice di un call center di una società concorrente che ciò che fanno al telefono queste società è un vero e proprio contratto, e quello cartaceo inviato successivamente è solo una formalità. Così facendo ingannano il cliente che sentendosi dire che può annullare il contratto entro 10 giorni dalla chiamata, capisce in ritardo che al telefono ha stipulato un contratto e poi con una società diversa
    da quella che credeva.

    Inoltre sottolineavo nel post come fossero furbescamente esposte le tariffe che loro definivano "vantaggiose": difatti i costi erano senza IVA, senza costo di trasporto e tutti e i costi che dal produttore vanno al consumatore. Il prezzo finale appariva così molto più alto.
    Una truffa coi fiocchi!


    L'Antitrust condanna nove gruppi a sanzioni per 1,275 milioni di euro.
    Nel mirino le pubblicità ingannevoli

    ROMA
    L’Antitrust ha condannato nove società di vendita di elettricità e gas per pratiche commerciali scorrette, infliggendo loro multe per un totale di 1,275 milioni di euro. Le società sono Enel Energia, Eni, AceaElectrabel Elettricità, Aem Energia, Asm Energia e Ambiente, Trenta, Enia Energia,
    Mpe Energia e Italcogim Energie.
    Secondo l’Autorità le aziende multate hanno attuato pratiche commerciali scorrette nelle modalità di pubblicizzazione dei prezzi praticati nel mercato libero dell’energia e del gas.

    Le sanzioni decise dall’Antitrust ammontano in particolare
    a 250mila euro per Enel Energia
    260mila per Eni
    135mila per AceaElectrabel Elettricità
    140mila per Aem Energia
    110mila per Asm Energia e Ambiente, 90mila per Trenta,
    95mila per Enia Energia, 100mila per Mpe Energia
    e 95mila per Italcogim Energie.

    Secondo l’Antitrust le nove società sanzionate hanno organizzato campagne pubblicitarie, attraverso diversi mezzi di comunicazione,in grado di indurre in errore i consumatori sul prezzo complessivo applicato per l’erogazione del servizio richiesto, con indicazioni non rispondenti al vero, inesatte o incomplete.
    Le campagne hanno riguardato in particolar le offerte "prezzo fisso/certo/bloccato" e quelle relative alla
    tariffa bioraria di energia elettrica e gas.
    In particolare, a giudizio dell’Autorità, «in tali offerte non è stata sufficientemente specificata la presenza
    di componenti di prezzo regolamentate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e, quindi, soggette a variazioni. Tali componenti possono ammontare anche ad oltre il 40% del costo complessivo sostenuto dal consumatore per i consumi di energia elettrica e gas. Inoltre, non sono stati adeguatamente indicati i maggiori costi dell’energia previsti nelle fasce diurne delle proposte reclamizzate».

    Le pratiche commerciali scorrette sanzionate vanno inquadrate,secondo l’Autorità, «all’interno della recente liberalizzazione del settore della vendita dell’energia,avvenuta per il mercato del gas nel gennaio 2003
    (ma che sta avendo effetti solo recentemente), e nel luglio 2007 per il mercato dell’energia elettrica.
    La liberalizzazione ha comportato l’ingresso sul mercato di numerosi nuovi operatori che,
    come anche gli ex-monopolisti, hanno cercato di guadagnare rapidamente quote di mercato investendo soprattutto in massicce campagne di comunicazione.Questa fase iniziale di presentazione di offerte sul mercato da parte dei diversi operatori ha reso il consumatore maggiormente bisognoso di chiarimenti e di informazioni, specie per quanto riguarda le reali condizioni economiche del servizio.A ciò non ha invece corrisposto un’informazione particolarmente chiara e corretta alla quale invece gli operatori sarebbero stati obbligati».

    fonte
    http://www.lastampa.it